Approvato l’articolo 1. Bagarre in aula tra M5S e Grasso

Riforme
Un momento della contestazione di alcuni senatori del Movimento 5 Stelle, durante le votazioni sugli emendamenti della Riforma Costituzionale, in aula del Senato, Roma, 1 ottobre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

Il ‘canguro’ accelera l’esame della riforma. Crescono i voti della maggioranza rispetto a ieri: 177 sull’emendamento Cociancich, 172 sul primo articolo. Ecco cosa è successo stamattina

Si inizierà a votare stasera dalle 19 alle 21 sull’articolo 2, uno dei più delicati della riforma costituzionale. A essere messa alla prova sarà soprattutto l’intesa interna al Pd, dopo la presentazione di un emendamento comune sull’elettività dei prossimi senatori. Finora, sono stati tre i dissidenti all’interno del gruppo dem (Corradino Mineo, Walter Tocci, Felice Casson), ma alcuni punti della riforma rimasti ancora in sospeso (a cominciare dalle norme transitorie) potrebbero far cresce questo numero.

Grasso ha ammesso al voto una cinquantina di emendamenti (29 in più rispetto a quelli autorizzati da Finocchiaro in commissione) tutti relativi al comma 5 dell’articolo 2, l’unico già modificato dalla Camera e quindi non soggetto alla ‘blindatura’ della cosiddetta ‘doppia conforme’ (l’approvazione di un testo identico nelle due Camere). Il presidente del Senato ha sciolto ieri sera la propria riserva su questo punto, che era stato nei giorni scorsi al centro di un confronto a tratti duro con Renzi.

La maggioranza concentra la propria attenzione soprattutto sui 6 voti segreti che dovrà affrontare: 5 presentati dalla Lega e uno da Sel, tutti sulla tutela delle minoranze linguistiche. Finora, i numeri sono stati molto solidi, salendo stamattina fino a 177 (emendamento Cociancich) per poi attestarsi a 172 sul voto finale all’articolo 1.

 

 

14.13 Approvato l’articolo 1 della riforma. I sì sono stati 172, contro 108 no e tre astenuti. Nel Pd, il solo Tocci ha votato contro, mentre si sono astenuti Mineo e Casson (ma al Senato l’astensione equivale a un voto contrario). La seduta è ora sospesa e riprenderà alle 19, per consentire ai senatori di trasferirsi a Montecitorio, dove nel pomeriggio si voterà per l’elezione dei giudici della Corte costituzionale.

13.30 Dopo aver respinto la richiesta del M5S sulla presentazione di un nuovo emendamento, Grasso dà il via alle dichiarazioni di voto sull’articolo 1.

13.28 Nel gruppo del Pd, sono stati tre i dissidenti sull’emendamento Cociancich: Corradino Mineo e Walter Tocci hanno votato contro, mentre Felice Casson si è astenuto.

13.05 Ancora bagarre in aula sulla mancata ammissione dell’emendamento del M5S. Secondo Crimi, sostenuto anche dalla vendoliana De Petris, l’ammissibilità sarebbe giustificata dal fatto che si riferisce a un emendamento già approvato dall’assemblea. Ma anche Schifani (Ncd) ritiene corretta l’interpretazione di Grasso.

12.55 M5S e Lega stanno proponendo un nuovo emendamento a quello appena approvato, proposto da Cociancich, sul quale chiedono anche il voto segreto. Grasso spiega che non si può accogliere, in quanto identico a uno già precluso proprio per il mini-canguro appena approvato dalla maggioranza.

12.52 I sì all’emendamento Cociancich sono stati 177, uno in più rispetto ai voti ottenuti stamattina dalla maggioranza nel respingere l’emendamento di Sel. Per la cronaca, i no sono stati 57 (ma M5S e Lega non hanno votato) e 2 gli astenuti. Il quinto comma dell’articolo 1 della riforma, dedicato alle funzioni del nuovo Senato, diventa quindi come segue: “Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalita` stabiliti dalla Costituzione, nonche´ all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attivita` delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Con- — 51 — corre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato”.

12.47 L’aula ha approvato l’emendamento Cociancich, il cosiddetto mini-canguro che determina l’accantonamento di molti emendamenti delle opposizioni, compresi 18 sui quali era previsto il voto segreto, limitando il loro ostruzionismo. Come anticipato, M5S e Lega non hanno partecipato al voto.

12.30 M5S e Lega non parteciperanno al voto sull’emendamento Cociancich. Le urla delle opposizioni hanno invece accompagnato tutto l’intervento di Lucio Barani, capogruppo dei verdiniani di Ala, che ha preannunciato voto favorevole. Senatori leghisti hanno anche sventolato banconote in aula.

12.20 Dai 171 voti di ieri ai 176 di oggi. Il pallottoliere della maggioranza registra stamattina un +5 nel primo emendamento (proposto da Sel) esaminato dall’aula di palazzo Madama.

Subito dopo i lavori sono stati bloccati da una lunga discussione sull’emendamento chiave, presentato dal senatore dem Roberto Cociancich, che dovrebbe consentire – se approvato – di ‘saltare’ ben 18 dei 19 voti segreti concessi dal presidente Grasso sulle proposte di modifica all’articolo 1 della riforma. Le opposizioni continuano infatti a contestare la mossa anti-ostruzionismo della maggioranza, sia per l’opportunità politica, sia per quella regolamentare. Su quest’ultimo aspetto, però, lo stesso Grasso ha respinto la richiesta di Calderoli di verificare la firma in calce all’emendamento (così come il dem Francesco Russo aveva fatto nei suoi confronti, peraltro trovando anche in quel caso l’opposizione del presidente del Senato). “Seguendo la prassi consolidata – ha spiegato in aula Grasso – tutte le firme si considerano autentiche fino a prova contraria, finché colui che ha sottoscritto non disconosce la sua firma”.

Subito dopo è arrivata dal presidente la certificazione del cosiddetto ‘canguro': l’emendamento Cociancich, “sostanzialmente identico all’emendamento Finocchiaro, se approvato, preclude e rende inammissibili i successivi emendamenti fino a pag 271″.

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