La lettera del Presidente Scarzella al Direttore de Il Resto del Carlino

Olimpia
epa05463393 (L-R) Guendalina Sartori, Lucila Boari, and Claudia Mandia of Italy during the women's team bronze medal match against Taiwan of the Rio 2016 Olympic Games Archery events at the Sambodromo in Rio de Janeiro, Brazil, 07 August 2016.  EPA/DIEGO AZUBEL

Il presidente della FITARCO ha scritto al direttore del quotidiano che ha messo alla berlina le atlete italiane

Il sito della FITARCO ha pubblicato la lettera del Presidente Mario Scarzella indirizzata al Direttore de Il Resto del Carlino Giuseppe Tassi in seguito al titolo apparso oggi sul quotidiano (“Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”) rivolto alle arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, che nella giornata di ieri hanno concluso la gara a squadre ai Giochi Olimpici di Rio con il 4° posto. Il titolo ha scatenato nel giro di poche ore parecchie critiche per il tono utilizzato e lo sberleffo focalizzato sull’aspetto fisico delle atlete. Nella nostra community abbiamo ospitato un commento di Mila Spicola. Se volete partecipare alla discussione sulla nostra community, qui trovate tutte le informazioni necessarie.

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Caro Direttore,
questa mattina da Rio de Janeiro siamo rimasti basiti nel leggere su Il Resto del Carlino il titolo che recitava “Il trio delle ciocciottelle…” – a nostro avviso a dir poco irriguardoso – rivolto alle nostre atlete Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia.

Se Il Resto del Carlino fosse una rivista scandalistica non avremmo nulla da dire, ma focalizzare l’attenzione sull’aspetto fisico di queste ragazze su un quotidiano, che scandalistico non dovrebbe essere considerata la sua lunga e prestigiosa storia, è stato davvero di cattivo gusto.

Ci chiediamo in effetti se si possa definire giornalismo serio un titolo come questo, soprattutto in un giorno difficilissimo per delle giovani ragazze all’esordio Olimpico, che hanno lavorato per quattro anni nel silenzio dei media per vivere una delle delusioni più cocenti della loro vita, sia personale che sportiva.

Una sconfitta – che tale non è, perché il 4° posto a squadre nel femminile resta il miglior risultato del tiro con l’arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici – che purtroppo le segnerà per tutta la vita, ben sapendo che non c’è nessuna certezza per loro di poter godere di una seconda opportunità per riscattarsi.

Eppure Guendalina, Lucilla e Claudia, nella quasi totale indifferenza dei media italiani – e tra questi c’è anche il Suo quotidiano che non ci sembra abbia mai approfondito la conoscenza del tiro con l’arco e del ruolo che l’Italia ricopre in seno al panorama internazionale – si sono guadagnate con la forza del lavoro giornaliero l’opportunità di scrivere il loro nome nella storia dello sport italiano.

Per poterlo fare hanno fatto dei sacrifici che probabilmente nemmeno immagina, rinunciando a gran parte delle cose che le loro coetanee considerano normalità.

Per 4 anni hanno lavorato sodo per tenere alto l’onore italiano in occasione dei Giochi Olimpici. Quella di ieri è stata per l’Italia femminile una vera impresa e ridurre il tutto con un titolo che le definisce delle semplici “cicciottelle” lo consideriamo davvero di cattivo gusto.

Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostegno della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione.

Gli arcieri italiani sono in rivolta e noi ci sentiamo di giustificare la loro rabbia.

A nostro avviso sarebbe giusto ripensare a quel titolo e, forse, rivolgere delle scuse alle nostre ragazze.

MARIO SCARZELLA
Presidente Federazione Italiana Tiro con l’Arco

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