La legge Severino sotto la lente della Consulta. Ecco perché

Giustizia
Paola Severino

Al via l’udienza della Corte costituzionale: i giudici dovranno pronunciarsi su incandidabilità e ineleggibilità

Al via l’udienza della Corte costituzionale sulla legittimità della legge Severino. Al centro dell’udienza, in particolare, la norma riguardante incandidabilità e ineleggibilità dei condannati sollevata dal Tar della regione Campania riguardo ai procedimenti al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Accogliendo i ricorsi, il tribunale regionale ha in sostanza sospeso i provvedimenti, consentendo così a De Magistris e De Luca di continuare a ricoprire le cariche di sindaco e di presidente di Regione.

Cosa prevede la norma? La legge Severino, votata alla fine del 2012, prevede, tra le altre cose, la sospensione, la decadenza e l’incandidabilità dei candidati alle elezioni politiche e amministrative. Per le cariche elettive a livello locale, l’incandidabilità è prevista per coloro che abbiano riportato condanne definitive per alcuni reati, mentre per i casi di condanna non definitiva è prevista, per gli amministratori locali, la sospensione automatica dalla carica.

Al centro della questione posta dal Tar la retroattività e l’applicazione della legge in caso di condanna non definitiva: “Anche per l’assenza di una norma transitoria – si legge nella motivazione del Tar della Campania – non è possibile in via interpretativa al giudice del merito risolvere la questione della legittimità costituzionale del superamento del limite costituito dal divieto di retroattività della legge anche nell’ipotesi in cui la sospensione dalla carica sia prevista in caso di condanna non definitiva”. L’applicazione retroattiva della norma, infatti, prevede la sospensione dall’incarico per sindaci, assessori, presidenti o consiglieri provinciali condannati con sentenza non definitiva.

Dopo la sentenza del Tar della Campania, la parola passa quindi ai giudici della Consulta che dovranno decidere sulla legittimità o meno delle norme previste dalla legge Severino. Una decisione, quella della Corte costituzionale, che avrà effetti sia sul caso De Magistris che su De Luca in seguito al provvedimento di sospensione dopo la condanna di primo grado per abuso d’ufficio.

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