La legge di stabilità verso l’approvazione finale. Tutte le ultime novità

Legge di Stabilità
Deputati entrano in aula durante il seguito della discussione del disegno di legge di riforma della RAI e del servizio pubblico a Montecitorio,Roma,20 ottobre 2015.       ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI,

Entro sabato è prevista l’approvazione a Montecitorio. il testo poi tornerà a Palazzo Madama (lunedì 21 in commissione Bilancio) per essere approvato in via definitiva martedì 22.

Dopo la maratona in Commissione Bilancio di lunedì e martedì, la legge di stabilità approda in Aula alla Camera. L’aula di Montecitorio dovrebbe procedere l’iter parlamentare con le votazioni degli emendamenti, senza dover affrontare il voto di fiducia. Il numero delle modifiche da votare, rispetto alla prima lettura del Senato, non dovrebbe superare infatti il centinaio e, di conseguenza, la normale procedura potrebbe rivelarsi più veloce dell’iter richiesto dal voto di fiducia.

Entro sabato, dunque, è prevista l’approvazione a Montecitorio. In seguito, il testo tornerà a Palazzo Madama (lunedì 21 in commissione Bilancio) per essere approvato in via definitiva martedì 22.

La principale novità rispetto al testo presentato dal consiglio dei ministri riguarda il pacchetto sicurezza e cultura introdotto dal governo che da solo vale 2,6 miliardi di euro e che porta il saldo totale sale a oltre 30 miliardi, con un deficit al 2,4% del Pil. Nel pacchetto sicurezza rientrano il bonus degli 80 euro alle forze dell’ordine, i 150 milioni per la cyber sicurezza e i 250 milioni per la Difesa, la card da 500 euro per i neo 18enni, 500 milioni per la riqualificazione delle periferie e altri 500 milioni per l’edilizia scolastica. Per quanto riguarda il bene più amato dagli italiani, oltre all’eliminazione della tassa sulla prima casa, arriva anche lo sconto Imu per chi dà la seconda casa in comodato d’uso ai figli.

Buone notizie anche per pensionati: viene infatti innalzata la soglia sotto la quale non si pagheranno le tasse. Sul fronte della sanità autovelox.

E poi c’è il fondo di solidarietà per tutelare parte degli obbligazionisti subordinati coinvolti nel salvataggio delle 4 banche salvate per decreto. Un fondo che però non intaccherà i soldi dei contribuenti: sarà alimentato dal fondo tutela dei depositi e dallo stesso sistema bancario.

 

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