La guerra dimenticata

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In Siria si continua a combattere e morire. Migliaia i civili intrappolati al centro dei combattimenti tra le fazioni in conflitto tra loro

Gli attentati che nell’ultimo periodo hanno sconvolto l’Occidente hanno avuto l’effetto di spegnere i riflettori sulla guerra in Siria, dove si continua a combattere e morire giornalmente. La popolazione siriana è ormai stremata da bombardamenti e combattimenti che sembrano senza fine. Aleppo, Manbij e molte altre città e villaggi siriani sono fronti militari dove i civili continuano a subire le violenze di una guerra che da 5 anni li coinvolge.

Nelle ultime 24 ore altri 4 ospedali da campo sono stati colpiti ad Aleppo. I morti ogni giorno sono centinaia e spesso i più colpiti dalle violenze sono i bambini. Nei bombardamenti di queste ultime ore, secondo quanto riferisce l’Associazione medici indipendenti, sarebbe morto anche un neonato di appena due giorni di vita. L’ennesima vita innocente strappata dalla violenza di questa guerra.

A Manbij, la città nella Siria settentrionale, tra Aleppo e Raqqa, 150mila civili rimasti sono intrappolati tra le truppe arabo-curde che grazie all’appoggio degli Usa sono entrati nella periferia della città e i militanti jihadist dell’Is. Gli abitanti della città sono esposti ai bombardamenti della Coalizione filo-Usa, agli spari dei cecchini curdi e alle rappresaglie degli ultimi jihadisti dell’Is rimasti nella zona. Una trappola senza alcuna via di fuga, un’emergenza umanitaria che difficilmente si potrà risolvere prima che la città venga definitivamente riconquistata.

Aleppo è una città fantasma teatro di scontri e bombardamenti tra le forze del regime, i ribelli e i militanti dell’Is, una situazione che giornalmente coinvolge i tanti civili presenti in città.

Anche se da tempo la guerra in Siria non è più sulle prime pagine dei giornali continua, e diventa sempre più cruenta, i morti di questi cinque anni di guerra continua sono quasi quattrocentomila, un bilancio che però si aggrava di giorno in giorno. Chi sta pagando il prezzo più alto di questa guerra sono i civili, in particolar modo donne e bambini che si trovano nel mezzo dello scontro senza possibilità di sfuggire a bombardamenti e violenze.

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