La Francia repubblicana si rialza. L’ultradestra fa paura

Francia
epa05068117 French far-right political party National Front (FN) Marine Le Pen speaks after the results of the second round of the regional elections in at Francois Mitterand hall in Henin-Beaumont, northern France, 13 December 2015. It is the last major election before the next presidential vote in 2017. France's anti immigration, far-right National Front will not win any region in the second round of France's regional elections, exit polls showed.  EPA/OLIVIER HOSLET

Il Front National perde in tutte le regioni, che vanno 7 a Sarkozy e 5 ai socialisti; ai nazionalisti la Corsica. Quasi il 60% ha votato ai ballottaggi, contro il 43% del primo turno.

L’ultradestra fa paura e il Front National è stato travolto ovunque. La Francia repubblicana si risveglia conquistando quasi il 60% alle urne contro il 43% di una settimana fa.

I francesi hanno deciso di ritrovare l’unità per evitare che qualcuna delle loro regioni finisse in mano al Front National. Contro Marine Le Pen, hanno detto lo stesso ‘No’ che nel 2002 pronunciarono contro suo padre Jean-Marie al ballottaggio per l’Eliseo.

Marine Le Pen, è stata nettamente superata dal repubblicano Xavier Bertrand nel Nord-Pas-de-Calais-Piccardia, e la nipote Marion Maréchal Le Pen è stata battuta da Christian Estrosi in Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

“Rispetto all’ultima elezione regionale del 2010” sottolinea però Marine Le Pen “le nostre liste passano dal 9,17% al 30% dei voti in questo secondo turno, cioè 5 anni dopo. Il Front National sarà ormai la prima forza di opposizione nella maggior parte dei consigli regionali della Francia.”

I socialisti, che governavano tutte le regioni tranne l’Alsazia, ne mantengono solo 5. La Corsica sarà guidata dagli autonomisti, mentre i maggiori beneficiari della lotta al Front National sono i conservatori che ottengono 7 regioni.

“Questa mobilitazione in favore dei nostri candidati al secondo turno – afferma Nicolas Sarkozy – non deve però far dimenticare gli avvertimenti che sono stati inviati a tutti i responsabili politici, compresi noi, dal primo turno di queste elezioni regionali.”

La gauche perde simbolicamente l’Ile-de-France, la regione di Parigi. Eppure, nel silenzio assoluto osservato dal presidente Francois Hollande in questa settimana, il grande vincitore appare il primo ministro Manuel Valls, che si è esposto in prima persona gridando addirittura al rischio di “guerra civile” nel caso di vittoria del Front National. Valls ha preso la parola dopo i risultati per rendere omaggio all’appello “chiarissimo, netto, coraggioso, quello della sinistra, che ha sbarrato la strada all’estrema destra che stasera non conquista nessuna regione”. Tuttavia, il premier ha subito avvertito che non è proprio il caso di rilassarsi: “Nessun sollievo, nessun trionfalismo, nessun messaggio di vittoria”, poiché “il pericolo dell’estrema destra non è eliminato. Dobbiamo dimostrare – ha concluso – che siamo capaci di restituire la voglia di votare ‘per’ e non unicamente ‘contro'”.

Il pensiero corre già alle presidenziali previste tra un anno e mezzo. Anche i socialisti vogliono recuperare terreno per non rischiare di restare fuori dal ballottaggio nel 2017.

 

 

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