Hollande parla da commander in chief: “E’ guerra, subito una coalizione”

Terrorismo

Il presidente della Repubblica francese parla al Parlamento riunito: “Non abbiamo paura, la Francia è una luce per l’umanità”

Nella grande e solenne cornice del palazzo di Versailles, davanti ai parlamentari francesi, François Hollande ha tenuto un discorso dal contenuto inequivocabile: “La Francia è in guerra”, sono state le sue prime parole.

Il presidente della Francia è parso calato nel ruolo di commander in chief eha indicato il punto più urgente, realizzare “una grande coalizione internazionale” – e per questo parlerà nei prossimi giorni con Obama e Putin – e quindi ottenere una risoluzione dell’Onu che sancisca l’impegno mondiale contro il terrorismo. “Chiedo al ministro della Difesa di incontrare i suoi omologhi europei ai sensi dell’articolo 47 dell’Unione” perché quando “uno stato viene aggredito tutti gli altri stati devono unirsi per aiutarlo. Qui non si parla di un nemico della Francia ma dell’Europa”.

“La Francia intensificherà gli attacchi in Siria”, il paese che “è una fabbrica del terrorismo”, ha detto ancora Hooande. “Hanno colpito la Francia che è il paese della libertà e dei diritti umani – ha detto – non si rendono contro di quello che hanno fatto, noi vendicheremo le vittime”. L’orgoglio, ancora: “I terroristi credono che il popolo libero si lascerà impressionare dall’orrore. La Repubblica francese ha superato prove peggiori, ed è qui, è sopravvissuta. Quelli che hanno voluto sfidarla sono stati i perdenti della storia. La Repubblica lo farà anche questa volta. Il popolo è valoroso, coraggioso, si mette in piedi ogni volta che i suoi bambini cadono a terra”..

Hollande ha dedicato gran parte del suo discorso alla necessità di “misure eccezionali”: “Siamo in guerra ma questa guerra ha un nuovo avversario e quindi abbiamo bisogno di un nuovo regime costituzionale”, ha detto per spiegare che è necessario “sostenere lo stato d’urgenza” decretato venerdì sera nel Paese colpito dai terroristi e che verrà esteso ai prossimi tre mesi. Modifica della Costituzione, dunque: più poteri al Presidente, potere di intervenire militarmente.

Il problema è anche quello del “controllo delle frontiere”: “Dobbiamo potere espellere più rapidamente gli stranieri che costituiscono una minaccia”. Il presidente ha annunciato inoltre di volere “controlli coordinati e sistematici alle frontiere” e che verranno creati 5mila nuovi posti tra militari e poliziotti nei prossimi due anni.

Il presidente ha anche asssicurato che “i barbari non la vinceranno, non ci impediranno di vivere come abbiamo deciso di vivere, liberamente”. E che anche per non deviare dal cammino fissato, la Conferenza sul clima a Parigi non solo non verrà sospesa ma sarà un momento di speranza  Dobbiamo continuare a vivere, e il mondo intero si deve mobilitare”.

“Voi che rappresentate la Nazione – ha detto il presidente – la Repubblica non si deve fermare, vogliamo darle piuù forza poissibile, in un contesto di guerra: noi sradicheremo il terrorismo perché la nostra libertà è stata attaccata, il terrorismo non distruggerà la Repubblica, la Repubblica distruggerà il terrorismo”.

Grandi applausi da tutti i settori, alla fine i parlamentari in piedi hanno intonato la Marsigliese.

 

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