La Francia chiede alla Merkel di fare di più. Oggi vertice Hollande-Renzi

Terrorismo
epa05041672 German Chancellor Angela Merkel (L) and French President Francois Hollande (R) shake hands after making a statement at the Elysee Palace in Paris, France, 25 November 2015. French President Francois Hollande and German Chancellor Angela Merkel meet to discuss the response to the November 13 terrorist attacks in Paris.  EPA/YOAN VALAT

La maratona diplomatica di Hollande prosegue oggi con l’incontro all’Eliseo con il premier Matteo Renzi

Angela Merkel rende omaggio alle vittime francesi dei jihadisti e rassicura Hollande che Francia, Germania e gli altri Paesi europei sapranno essere “più forti del terrore”. Il Presidente francese però la invita a “fare di piu'” contro l’Isis. “Non ci tireremo indietro”, aveva promesso la cancelliera, e la Germania si è mossa ma Parigi ha bisogno di molto di più da parte degli alleati affinché’ la coalizione anti-Isis sia credibile e, soprattutto, efficace.

Poco prima i due leader avevano deposto dei fiori a Place de la Republique a Parigi, in memoria delle vittime degli attentati del 13 novembre. Merkel, durante la conferenza stampa a Parigi al fianco di Hollande, ha assicurato che la Germania sarà implicata in modo più netto nelle operazioni internazionali, in particolare nel Mali, per permettere alla Francia di dispiegare le sue forze su altri teatri d’operazione. Merkel dunque promette subito lo schieramento di 650 suoi soldati in Mali, per permettere alla Francia di concentrare i suoi sforzi nella campagna militare siriana

“Dobbiamo agire sul piano europeo – ha detto Hollande all’Eliseo al fianco della Merkel dopo la cerimonia dell’omaggio alle vittime – controllare gli spostamenti aerei, la vendita di armi, le frontiere esterne, sradicare il terrorismo. Dobbiamo prendere provvedimenti in Francia, in Germania, in Europa, agire sulla fonte, le cause e in particolare contro Daesh, in Siria e in Iraq”.

Merkel dal canto suo ha promesso che il suo governo agirà “rapidamente” nella lotta contro il terrorismo jihadista: “Nel momento in cui il presidente mi invita a riflettere sulle responsabilità supplementari che potremmo assumerci, questa diventa per me una vera e propria missione e reagiremo con rapidità”. Il Cancelliere ha assicurato che la Germania sarà implicata in modo più netto nelle operazioni internazionali, in particolare nel Mali, per permettere alla Francia di dispiegare le sue forze su altri teatri d’operazione. Di fatto, l’offerta di Berlino di inviare 650 effettivi nel Mali è l’unico apporto fin qui esplicitato del sostegno promesso a Parigi da parte di tutti i 27 altri Paesi membri dell’Ue.

Quella di Hollande si sta rivelando una vera e propria  maratona diplomatica che lo ha portato a vedere lunedì il premier britannico David Cameron a Parigi, ieri il presidente Barack Obama a Washington,  e che oggi, in mattinata, gli farà incontrare all’Eliseo il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nel pomeriggio, invece, Hollande andrà a Mosca da Vladimir Putin.

La linea del governo italiano sul fronte internazionale viene anticipata dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni che accompagnerà Renzi nell’incontro: “La Francia chiederà sostegno per alleggerirsi su alcuni teatri – dice Gentiloni – La Francia ha chiesto aiuto in quanto Paese attaccato questo è per noi un dovere politico e morale”. Gentiloni ricorda l’impegno italiano in molti teatri dall’Afghanistan al Libano all’Iraq. Insomma l‘impegno italiano viene confermato, dall’Afghanistan al Libano all’addestramento in Iraq, ma al momento non c’è nessuna ipotesi di raid italiani.

Sul tema rifugiati si ammorbidisce, invece, la linea di Hollande: “E’ nostro dovere accoglierli”, ha ammesso davanti ad Angela Merkel. “E’ possibile, e ne abbiamo avuto la prova – ha aggiunto – che dei terroristi possano utilizzare il cammino dei rifugiati, ma siamo sensibili, so quello che la Germania è stata capace di fare per accoglierli”. 

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