La foto-simbolo del bambino eroe, nuova icona della lotta per i diritti gay

Diritti
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Un bimbo di dodici anni si oppone al serpentone di migliaia di persone scese in piazza contro il progetto di legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso

La lunga lotta per il riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso ha un nuovo, piccolo, eroe. E’ il bambino di dodici anni ritratto nella foto, che ha messo il suo corpo davanti al serpentone di macchine e migliaia di persone che manifestava nella città di Celaya (Messico) contro la decisione del governo di Enrique Penha Nieto di aprire alla possibilità di matrimoni gay in tutto il Paese.

La presa di posizione del primo ministro e il progetto di riforma costituzionale destinato a legalizzare il matrimonio gay in maniera uniforme in tutto il paese avevano scatenato la protesta guidata dal Fronte nazionale per la Famiglia, che racchiude al suo interno numerosi gruppi religiosi e che ha organizzato marce di protesta in tutte le 120 città messicane.

Marce che, il giorno dopo, hanno provocato la reazione della società civile favorevole ai matrimoni omosessuali. E così molte centinaia di persone hanno manifestato ieri a Città del Messico per esprimere il loro sostegno al progetto di legge. “Io amo e rispetto la diversità”, recitava uno dei cartelli, dipinti coi colori dell’arcobalento, che i manifestanti brandivano, davanti alla cattedrale della capitale messicana.

Città del Messico è stata, nel 2007, la prima città in America latina ad autorizzare le unioni civili tra persone dello stesso sesso, prima di legalizzare il matrimonio omosessuale nel 2009. Tuttavia solo alcuni degli Stati messicani ha seguito il suo esempio. La Corte suprema messicana ha emesso nel giugno 2015 una sentenza che definisce incostituzionale il divieto di matrimonio gay in uno degli stati del Messico.

(Foto Manuel Rodriguez/Twitter)

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