La forza delle donne, una serata monografica con le canzoni di Vecchioni dedicate alle donne

Teatro
Un momento della presentazione in anteprima per l'Ansa del recital di Daria Colombo e Roberto Vecchioni 'La forza delle donne', Sala della Regina, Montecitorio, Roma, 7 marzo 2016. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Una bella serata all’Auditorium con Roberto Vecchioni e Daria Colombo

Perché l’hai voluto tu e lo difendo io, l’amore mio”. L’amore mio di Roberto Vecchioni è una canzone del ’95 contenuta nell’album Il cielo capovolto ed è una delle più rigorose dichiarazioni di amore di un uomo verso una donna.

Un capolavoro di sintesi e di empatia che in pochi versi in rima racconta di una vita sospesa per amore e abnegazione che lentamente ritrova il proprio centro. Ma lo fa dal punto di vista femminile. Per bocca di un uomo una donna si rivolge al proprio uomo dicendo “non sei soltanto tu ma sono anch’io, l’amore mio”.

Parole che se venissero da una donna ferita saprebbero di rivendicazione servita fredda, distillata attraverso gocce sempre più velenose. Invece arrivano da un uomo, e ti fanno dire finalmente. Finalmente uno che ha capito.

E’ stata questa la seconda canzone in scaletta ieri sera, giovedì 31 marzo, inserita nel recital La forza delle donne (regia Velia Mantegazza) all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in cui Vecchioni era in scena insieme alla moglie Daria Colombo, che presentava il suo libro Alla nostra età, con la nostra bellezza.

Una serata monografica, in cui le più belle canzoni che il cantautore ha dedicato all’universo femminile, si sono alternate alla lettura di passi del libro, una storia salvifica di complicità e amicizia tra due donne diverse, per carattere, educazione, generazione, che resiste malgrado gli eventi e le divergenze, anche ideologiche. Sullo sfondo, l’università, l’impegno politico, uomini egoisti, distratti, maschilisti, i rapporti con i figli che non hanno mai la piega che ci si sarebbe aspettate.

Una bella storia e una bella scrittura, quella della Colombo, ricca di immagini e di parole sincere che arrivano dal cuore. Una frase tra tutte, riferita a una madre di fronte alla figlia ormai grande che si allontana da casa: “Ha cominciato a tirar fuori tutte le parole che si era preparata e poi anche qualcuna che le veniva da dentro”.

Un solo suggerimento, mi permetto, forse una scrittura così ricca di virgolettati, di stati d’animo, di variazioni umorali, avrebbe beneficiato di una lettura migliore, affidata a un’attrice.

E tra un passaggio e l’altro, le canzoni di Vecchioni dedicate alle donne, hanno un effetto amplificato, tutte raccolte in meno di due ore. Figlia, Chiamami ancora amore, Velazquez, Le mie donne, Le mie ragazze,Piccole donne crescono, Il cielo capovolto (Ultimo canto di Saffo), e poi Quello che le non dicono e Come si cambia, due canzoni di Fiorella Mannoia rispettivamente scritte da Enrico Ruggeri e Maurizio Piccoli, che Vecchioni canta insieme a Ilaria Biagini, anche al pianoforte e al flauto.

Unica deroga il bis: Luci a San Siro, a grande richiesta.

Il ricavato della serata, introdotta dalla voce fuori campo di Emma Bonino, sarà devoluto alla Casa di accoglienza donne maltrattate di Milano e all’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda).

Lo spettacolo, prodotto dalla D.M. Produzioni di Danilo Mancuso, è stato presentato in anteprima nazionale alla Camera dei Deputati che ha ospitato l’evento organizzato dalla Presidente Laura Boldrini: “Uno spettacolo che parla anche agli uomini -dice Boldrini- un passaggio fondamentale per fare passi in avanti sulle questioni di genere”.

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