La festa di Simone Manuel rovinata dal titolo razzista di un giornale americano

Olimpia
epa05476099 Bronze medalist Sarah Sjostrom of Sweden (L-R), and joint Gold medalists Penny Oleksiak of Canada and Simone Manuel of USA pose during the round of honour after the medal ceremony for the women's 100m Freestyle Final race of the Rio 2016 Olympic Games Swimming events at Olympic Aquatics Stadium at the Olympic Park in Rio de Janeiro, Brazil, 11 August 2016.  EPA/BERND THISSEN

Lo strafalcione del San José Mercury News non è passato inosservato e ha scatenato una pioggia di critiche

E’ la prima donna afroamericana ad aver vinto una medaglia d’oro individuale nel nuoto. Lo ha fatto nei 100m stile libero, a pari merito con la canadese Penny Oleksiak. Un giornale della California, il San Jose Mercury News, decideva, qualche ora dopo, di raccontare l’impresa con un titolo che ha sollevato molte polemiche. Già perché invece di parlare di Simone Manuel, ha parlato genericamente di un’afroamericana, omettendone nome e cognome. Su Twitter, quindi, compare il titolo: “Micheal Phelps condivide una notte storica con un’afroamericana”.

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Dopo che in pochi secondi gli utenti del social network sono insorti, accusando il quotidiano di razzismo, il titolo è stato rimosso. Ma la frittata ormai era fatta. “Disgustoso” e “vergognoso” sono state le parole più utilizzate per descrivere il titolo.

Il pezzo era incentrato su Phelps fino alla fine: si parlava della Manuel solo in chiusura. Il San Jose Mercury News, poco dopo ha dovuto fare marcia indietro, scusandosi per il “titolo insensibile” e capovolgendo decisamente la notizia: “Simone Manuel di Stanford condivide una notte storica con Michael Phelps”.

Simone Manuel è di Houston, in Texas e studia a Stanford in California: è un’atleta statuaria, alta un metro e ottanta, e fa pendant con l’altra Simone, quella più nota, la Biles, ginnasta formato mignon (1 metro e 45) anche lei di casa a Houston, che ha incantato gli appassionati dell’artistica vincendo il meritatissimo oro individuale.

L’oro, ha detto Simone, che a Rio divide la stanza con Katie Ledecky, la più forte nuotatrice del momento, “significa tanto per me, specialmente quando vedo quello che succede nel mondo oggi, con i casi di violenza della polizia (negli Usa). L’oro non è soltanto per me. E’ dedicato agli afro-americani venuti prima di me e a chi mi ha dato l’ispirazione a rimanere in questo sport. E’ per chi crede che non ce la farà”.

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