La famiglia Cinquestelle a Palermo come “parenti serpenti”

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Messo da parte il suo “passo a lato” Grillo dovrà attingere a tutte le sue risorse per galvanizzare gli attivisti e far passare il messaggio sempre più traballante della presunta diversità del M5S

Manca solo un giorno all’appuntamento con la kermesse grillina che andrà in scena a Palermo. Sarà quello il palco in cui Beppe Grillo cercherà di buttare cenere sul fuoco dell’impasse che sta sempre più inesorabilmente logorando la sua creatura: il movimento.

Archiviato il suo annunciato passo a lato, il comico genovese dovrà attingere a tutte le sue risorse per galvanizzare gli attivisti e far passare il messaggio sempre più traballante della presunta diversità del movimento. Ormai la favola della democrazia diretta, dell’onestà, dell’uno vale uno ha lasciato lo spazio alla cruda realtà del governo pentastellato dei territori. I malumori, si sa, non mancano e ora a certificarli è arrivata anche la stampa estera. Inoltre ad aggravare la confusione c’è anche la mancanza del guru e fondatore Gianroberto Casaleggio che in questo primo appuntamento corale dopo la sua morte, peserà come non mai.

Per tutti questi motivi riallacciare i fili per Grillo non sarà semplice. A rendere evidenti (anche plasticamente)  la questione delle lotte intestine e delle élite smembrate del M5S ci saranno gli interventi sul palco. Al Circo Massimo Beppe Grillo chiuse Italia 5 Stelle con Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, immaginando il giorno in cui i due avrebbero mandato in pensione lui e Casaleggio. L’anno scorso, a Imola, la chiusura toccò a ‘Dibba’, forse per compensare l’intervento di Di Maio interpretato dai media come l’incoronazione a candidato premier del vicepresidente della Camera.

Quest’anno Beppe Grillo chiuderà da solo la kermesse grillina, come voluto da Gianroberto Casaleggio lo scorso anno. Insomma a Palermo andrà in onda la spaccatura pentastellata. Roberta Lombardi e Carla Ruocco storcono il naso davanti alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi (nonostante la bandierina del no alle Olimpiadi). E anche Paola Taverna sarà poco sorridente dopo il caso della mail sul caso Muraro per cui è stata accusata di spionaggio. Per non parlare di Di Maio e Di Battista che da sempre in competizione nella lotta tra eterni delfini.

Insomma nonostante gli appelli all’unità quello a cui assisteremo si avvicina molto alla cena di Natale raccontata da Monicelli in “Parenti Serpenti”. E nonostante i baci, gli abbracci e le strette di mano di rito, il rischio che tutto finisca “col botto” non può essere escluso.

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