La disperazione dei sindaci: “I Paesi non ci sono più”

Terremoto
A picture shows rubbles due to earthquakes in the village of Visso, central Italy, on October 26, 2016. Twin earthquakes rocked central Italy on October 26, 2016 -- the second registering at a magnitude of 6.0 -- in the same region struck in August by a devastating tremor that killed nearly 300 people.
The quakes were felt in the capital Rome, sending residents running out of their houses and into the streets. The second was felt as far away as Venice in the far north, and Naples, south of the capital. / AFP PHOTO / TIZIANA FABI

Danni ingenti ma fortunatamente non ci sono vittime. Si pensa già al futuro

Le prime parole dei sindaci del maceratese dei Paesi colpiti dal sisma danno la cifra della gravità di quanto accaduto. “Aspettiamo che dio si calmi”, dice all’Ansa il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci. “Ho visto crolli, il centro storico è immerso in una nuvola di polvere e ci sono danni anche nelle frazioni”. “E’ stato un terremoto fortissimo, apocalittico, la gente urlava per strada”, racconta il sindaco di Ussita Marco Rinaldi. Nel paese almeno 250 persone hanno bisogno di una sistemazione per la prossima notte, la metà della popolazione residente nel paese montano dell’Alto Maceratese. “Il nostro paese è finito. Sono crollati tratti delle mura di cinta, abbiamo crolli diffusi in tutto il territorio e alcune frazioni isolate, che non riusciamo a raggiungere. Ussita vive di turismo – spiega il sindaco – ma ora non sappiamo più che cosa fare. I cittadini non vogliono andarsene.”. “E’ brutta, è come se ci fosse stato un bombardamento. Una botta che non finiva mai”, sono le parole del primo cittadino di Serravalle del Chienti, comune simbolo del terremoto del 1997, Gabriele Santamarianova, che ha constatato dei crolli nel centro storico della cittadina.

E la paura, naturalmente, torna anche nell’area del ‘cratere’. “Qui è il caos, c’è gente che grida, persone sconvolte. Non so se ci sono altri danni, stiamo andando a vedere, ma la situazione psicologica delle persone è tragica”, sintetizza il vice sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi. E quello di Amatrice, nel Reatino, Sergio Pirozzi: “Ringraziando Dio non ci sono né morti né feriti. Abbiamo resistito al sisma del 24 agosto, le case crollate erano già lesionate. E’ andata bene, dobbiamo stare sereni, prendere l’aspetto positivo, che tutti siamo vivi”.

Da Visso e Ussita sui Monti Sibillini, fino a Camerino e Taglione più a Valle vicino a Macerata, la situazione è davvero difficile. Luca Ceriscioli presidente della Regione Marche parla di danni ingentissimi al patrimonio urbanistico ed ha una certezza: “Con le temperature basse e il maltempo in zone montane sarà impossibile gestire la nuova emergenza con le tende come ad agosto. Sarà necessario trovare un accordo con gli enti locali per cercare sistemazioni alle popolazioni colpite in aree diverse, per esempio lungo la costa Adriatica dove ci sono molti alberghi”.

 

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