Renzi: “La sfida per la sicurezza inizia nelle nostre periferie”

Pd

Il Pd si unisce sul ruolo dell’Italia e della sinistra in Europa dopo gli attentati di Parigi. Il racconto della Direzione

19.55 “La politica estera non è più qualcosa per addetti ai lavori. La politica urbana e urbanistica è un pezzo dell’integrazione, quanto la scommessa culturale. Il modo in cui vivi l’associazionismo contribuisce a rendere il mondo più umano. Certe scelte che faremo nei prossimi mesi non sono semplicemente legate al nostro Paese ma riguardano l’orizzonte dell’Europa. Per questo vorrei tornare a utilizzare una parola: umanesimo. C’è bisogno di nuovo umanesimo in Italia e in Europa. L’Umanesimo è nato in un periodo di tensioni, uno dei momenti più bui. Momenti di grande difficoltà possono essre forieri di occasioni di approfondimento culturale e politico, a condizione di esserne all’altezza. Il governo è convinto del ruolo dell’Italia, di investire sulla sicurezza, ma anche sulla cultura. Può darsi che questo non basterà a calmare le paure di tanti, ma sarà l’orizzonte all’interno del quale collocare la sfida del Pd”

19.51 “Affronteremo questi passaggi con uno spirito di unità”

19.50 “La mia proposta è che entro il 13 gennaio si chiuda il passaggio delle riforme al Senato, quindi propongo che la Direzione del Pd discuta di amministrative e primarie (10-15 gennaio), stante l’idea di fare una data unica di primarie il 20 marzo”

19.49 “Il 5 e 6 dicembre ci saranno i banchetti del Pd in piazza. Vi chiedo di essere tutti impegnati, ringrazio Cuperlo e Speranza per aver accettato la loro iniziativa. E per me è positivissimo che si svolga contemporaneamente alla Leopolda, quindi nessuna polemica”

19.48 “Martedì primo dicembre incontreremo Filippo Grandi, connazionale scelto a guida dell’Alto commissariato per i rifugiati, un incarico strategico. È importante che abbia il sostegno del governo e del Pd”

19.45 “Il 30 novembre saremo a Parigi a Cop21, ci andremo da protagonisti come Italia”

19.45 “Domenica ci sarà il Consiglio europeo dedicato all’immigrazione. Talvolta in Europa diamo l’impressione di essere sempre sull’emergenza precedente”

19.44 “Mi fa venire i brividi pensare che la maggior parte delle persone morte a Parigi sia più giovane di me. C’è una generazione messa nel mirino”

19.43 “Giovedì mattina sarò all’Eliseo da Hollande e dopo andrò alla Sorbona, perché pensiamo che questa battaglia culturale si vinca anche nelle scuole e nelle università, e in particolare in quell’università in cui insegnava Valeria Solesin. Andare alla Sorbona sarà un’altra tappa universitaria tra quelle che abbiamo fatto”

19.40 “L’Italia non è un Paese che si tira indietro. Ma sa che non possiamo permetterci una Libia bis”

19.38 “Domani alle 17 in Campidoglio il governo formulerà una proposta a tutte le forze politiche, una risposta al terrore di questi giorni. Sarà una risposta che si concentra su due criteri: sicurezza, perché c’è una questione che riguarda l’intelligence, le missioni internazionali, ecc.; ugualmente importante è la risposta culturale. Da Il cacciatore di aquiloni a Timbuctu la produzione letteraria o cinematografica che si è preoccupata di fondamentalismo ha sempre evidenziato che esso è la cancellazione dell’identità”

19.34 “In questi giorni non abbiamo fatto polemiche sulle prese di posizione di altri partiti. È giusto che il partito che guida il Paese pensi soprattutto all’interesse nazionale”

19.33 “Vorrei che ci sia tanta attenzione nel nostro partito al tema dei diritti delle donne, almeno quanta ce n’è per i posti per le donne nei collegi elettorali”

19.32 “Parleremo a tempo debito delle primarie, a gennaio la Direzione deciderà”

19.30 “Auguri a Laura Frigenti, nominata quest’oggi alla guida dell’agenzia per la cooperazione internazionale”

19.28 “Dovremo insistere di più sulla formazione politica e approfondire sempre di più. La politica estera oggi si fa dal modo in cui si governano le periferie”

19.27 Prende la parola Matteo Renzi per le conclusioni

19.18 Quartapelle: “L’Africa rappresenta un continente intero al confine tra ordine e disordine. L’instabilità del terrorismo si allarga fino alla Mauritania”

19.08 Manciulli: “I Paesi arabi sono tutti d’accordo con noi. L’Italia sta diventando un punto di riferimento nel Mediterraneo”

19.03 Interverranno nell’ordine Manciulli, Verducci, Quartapelle e Kyenge. Poi le conclusioni di Matteo Renzi

18.54 Interviene il governatore siciliano Rosario Crocetta

18.53 “C’è una larga realtà di giovani emarginati, rispetto a loro noi abbiamo il problema di dare una risposta, dire che questo movimento non è invincibile. Ci sarà una coalizione? Se ci sarà, questa risposta dovrà essere data”

18.47 Interviene Franco Marini: “Ritengo che il nostro governo stia conducendo questa partita così complessa con grande senso di responsabilità e grande serietà”

18.44 Zampa: “Il compito della politica è cercare di unire, sia il Paese sia l’Europa, facendo capire che siamo impegnati tutti insieme”

18.42 L’intervento di Speranza dimostra come all’interno del Pd ci sia un’assoluta unità di intenti per ciò che riguarda l’emergenza anti-terroristica e l’azione del governo e del partito in questo contesto. Interviene ora Sandra Zampa (ReteDem)

18.41 “Abbiamo di fronte a noi una doppia sfida: nella famiglia socialista, già troppo debole, e nell’Europa. Il Pd può avere un suo ruolo importante in questa doppia sfida”

18.40 “Terrei un’attenzione sul conflitto di Gerusalemme. C’è una nuova generazione di giovani palestinesi, che vive il dramma di uno sbocco senza libertà, e mi chiedo se lì non ci sia il pericolo che possa arrivare il messaggio violento dell’Isis”

18.38 “Il Pd è concepito in questo momento come il punto di tenuta del Paese”

18.37 “La linea del governo è stata molto apprezzabile e molto corretta, in continuità con la nostra vocazione euromediterranea”

18.36 Prende la parole Roberto Speranza, leader della minoranza interna

18.21 Intervengono, nell’ordine, Elisa Filippi, Anna Ascani, Michele Nicoletti

18.20 “Dobbiamo rilanciare la necessità di unità nazionale di fronte al terrorismo”

18.18 “Il fatto che noi siamo al tavolo di Vienna a discutere della crisi siriana ci carica di responsabilità. In questo scenario, dobbiamo essere pronti a rispondere alle richieste che ci verranno fatte, ma dobbiamo anche dire la nostra, chiedendo quello che vogliamo che si faccia, a partire dalla Libia. Non è più possibile attendere passivamente il consolidamento di Daesh in quel Paese, occorre supportare l’azione dell’Onu con un’iniziativa politica di cui sia protagonista l’Italia”

18.14 Nicola Latorre: “L’Europa rimarrà un campo di battaglia accessorio rispetto allo scontro in Medio Oriente, compreso uno scontro interno al terrorismo. La complessità della situazione che abbiamo di fronte richiama i diversi fronti aperti: per quanto riguarda la sicurezza interna, non deve prevalere la paura; la strategia militare è fondamentale, ma è uno degli ingredienti e non può essere funzionale più a esigenze di politica interna che all’obiettivo che ci dobbiamo porre. Le politiche di difesa sono ormai l’altra faccia della politica estera”

18.08 Su Unità.tv trovate il video con l’intervento integrale di Paolo Gentiloni

18.04 Inizia il dibattito con Mila Spicola, poi Nicola Latorre

18.04 “Se la sinistra riesce a dare un impulso a una costruzione comune, ci troveremo più forti se saremo sorpresi da altre evenienze”

18.02 “È stato molto convincente il modo in cui come Pd e come governo siamo stati all’interno delle due grandi crisi dell’immigrazione e del terrorismo, anche se inizialmente siamo stati un po’ soli”

18.01 “L’Italia fa già tantissimo. E lo facciamo con una strategia: c’è un perché se abbiamo detto sì all’Iraq e no alla Siria, c’è un perché se nel Libro bianco sulla Difesa abbiamo scritto che il Mediterraneo è il centro della nostra azione”

17.59 “Anche Kosovo e Libano, missioni nate in altri contesti, ora si inseriscono nella lotta anti-terrorismo”

17.58 “Anche la decisione di rimanere in Afghanistan si collega all’azione anti-terrorismo, perché sappiamo che Isis e al-Qaeda stanno cercando contatti. E ad Herat (dove è concentrato gran parte del contingente italiano, ndr) non è rimasto tutto uguale, anche se ci sono ancora problemi”

17.56 “Quando guardiamo all’impegno dell’Italia, che è tanto e non si è mosso solo sulla scia dell’emotività, dobbiamo ricordare che la decisione di avere un contingente numeroso in Iraq è precedente e a riprendere le città sono stati Yazidi e Peshmerga addestrati da noi”

17.53 Parla il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Intanto anche Matteo Renzi è arrivato nella sala al terzo piano della sede del Pd, dopo essere stato a Venezia e Ravenna, dove ha reso omaggio alle salme di Valeria Solesin ed Enrico Liverani

17.52 “L’Italia è una media potenza, ma si trova sovraesposta. Per questo, l’unica risposta che non possiamo dare è la chiusura”

17.50 “L’unione tra socialisti e democratici ancora è troppo debole dentro il Pse. Abbiamo bisogno di un’alleanza dei progressisti europei che allarghi i confini”

17.47 “Per fare tutto ciò anche le forme della politica che conosciamo hanno bisogno di una riflessione. Noi l’abbiamo fatto con la nascita del Pd, superando le tradizioni del secolo scorso e avviando la costruzione della strada dei progressisti”

17.46 “Vanno rilanciate la laicità, la politica come spazio di discussione”

17.45 “La cittadinanza e tutta la discussione su diritti e doveri che l’accompagnano sono al centro della nostra identità”

17.43 “Da questa crisi non possiamo tornare al sovranismo, ai confini, come vorrebbe il populismo europeo. Dobbiamo anzi sempre più spingere per l’integrazione”

17.38 “La storia dei progressisti europei è dentro la storia dell’integrazione, ma anche dentro quella storia che cerca una convergenza tra democrazia e libero mercato”

17.37 “Senza sbandierare una forza delle nostre conquiste, ma utilizzando la forza insieme al dialogo, dovremmo ripopolare il gusto della complessità, una cultura che guarda a se stessa ma anche al mondo”

17.32 “C’è bisogno di riorganizzare anche le forme della politica. È una lezione anche per il nostro partito, che coltiva la nascita di una classe dirigente che sappia interpretare le esigenze dei territori ma dobbiamo investire anche su una classe dirigente che sappia immaginare il futuro del Paese e i rapporti internazionali”

17.29 Prende la parola il responsabile esteri Pd, Enzo Amendola

17.29 “L’ultima parola è sinistra. Quello che stiamo dicendo definisce cosa è di sinistra, senza esaurirlo naturalmente. Ma senza questi pezzi un’identità della sinistra oggi è impossibile. La nostra capacità di tenere su questa impostazione, su cui una parte consistente della sinistra europea non tiene, è assolutamente fondamentale per tenere aperta la possibilità di una sinistra di governo in Europa, che è quello che il Pd è chiamato a fare”

17.27 “Ordine mondiale. Forse a nostra insaputa dipende anche da noi la ricostruzione di un ordine mondiale, perché non avremo più soggetti esterni cui affidare questo compito, ma dovremo contribuire anche noi. Questo vuol dire che investimenti per intelligence e difesa sono fondamentali per il governo e per il Pd. E dialettica tra isolazionismo e apertura sarà sempre più la dialettica tra conservatori e democratici in Europa: la sinistra è contro l’isolazionismo”

17.25 “La seconda parola è Europa. Non dobbiamo arretrare, come governo e come Pd, di un millimetro sulla battaglia contro la sovrapposizione tra terrorismo e rifugiati. E dobbiamo cominciare a discutere più seriamente di Europa a cerchi concentrici, che si adatti alla realtà maturata in questo periodo. A gennaio ci sarà a Roma una riunione dei sei Paesi fondatori dell’Ue e potrà essere l’occasione per rilanciare questo ragionamento”

17.22 “Quattro parole chiave possono aiutarci a definire la nostra posizione. La prima è Occidente: possono esserci stati errori dell’Occidente, ma questo è in nessun modo giustificativo della nascita di Daesh. Non ho nostalgia dell’interventismo di 15 anni fa e chi ce l’ha non ha calcolato bene le conseguenze. Parlerei piuttosto di soft power

17.19 “In Iraq dobbiamo rivendicare che siamo uno dei Paesi più impegnati sul piano militare, in termini di assetti, rifornitura di armi, ecc.”

17.19 Dobbiamo rivendicare un paio di cose: in Siria avevamo ragione noi, sostenendo una soluzione politica che accompagnasse Assad all’uscita attraverso una transizione e che la Russia avesse un ruolo importante”

17.18 “Per la politica estera, la nostra parola chiave è ‘stabilizzazione’. Dobbiamo porci come obiettivo di esercitare la leadership possibile che l’Italia può esercitare nel Mediterraneo. Ne parleremo tra il 10 e il 12 dicembre in una conferenza qui a Roma con molti leader della regione”

17.16 “Niente può cancellare o assolvere la realtà soggettiva dell’entità terroristica. Non deriva da un complotto esterno. L’Islam non è il nemico, facciamo bene a dirlo. E facciamo bene a incoraggiare le comunità islamiche a prendere le distanze dai loro ‘rinegati'”

17.13 “Facciamo molto, possiamo fare di più. Possiamo dare risposte positive anche alle richieste che ci vengono dalla Francia. Ma questo non vuol dire che l’Italia è in guerra e questo aumenta la nostra credibilità e la nostra sicurezza”

17.12 “C’è uno scontro interno alla comunità sunnita e uno scontro tra sunniti e sciiti. E l’Italia ha un ruolo fondamentale, perché proiettata verso quei Paesi. Vuole dire che siamo in guerra? Io non mi accartoccerei in questo discorso. Capisco perché Hollande abbia usato quella parola e perché invece non l’abbia fatto la gran parte degli altri Paesi, compresa l’Italia. Semplicemente dobbiamo dire che siamo sotto attacco da parte del terrorismo e che dobbiamo reagire combattendo il terrorismo”

17.09 “C’è un’intera fascia del Pianeta, in cui sotto filoni diversi c’è la realtà di Daesh incistata nel territorio. Sono riusciti a mettere in crisi gli Stati nazionali”

17.06 “Il terrorismo islamista non è una novità, ma oggi costituisce una minaccia senza precedenti per il mix tra insediamento territoriale e appeal globale di Daesh”

17.04 “Abbiamo deciso di non nascondere i pericoli e la rabbia, ma di governarli”

17.03 Paolo Gentiloni: “Dopo il 13 novembre si apre una sfida decisiva per il governo e per il profilo identitario del Pd. È un fatto positivo che il Pd si sia dimostrato unito”

17.03 La prima relazione è del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, poi Enzo Amendola (responsabile Esteri Pd)  e Roberta Pinotti (ministro della Difesa)

16.59 Giuditta Pini (deputata e visegretario del Pd dell’Emilia-Romagna) ricorda Enrico Liverani, il candidato a sindaco di Ravenna prematuramente scomparso: “Diceva sempre ‘starò sempre con chi ha un diritto in meno’, questa è la stella che ci darà la luce nelle prossime settimane”

16.58 Matteo Orfini apre la riunione della Direzione precisando subito che il tema di questa riunione è relativo solo alla politica estera e che alle questioni interne al partito sarà dedicato un altro appuntamento apposito.

16.30 Una riunione per fermarsi un attimo e fare il punto sulla situazione. Gli attentati di Parigi hanno scosso tutti e l’azione del governo, per coordinarsi con i partner internazionali e approntare le misure di sicurezza interna, hanno inevitabilmente avuto la priorità rispetto alla riflessione interna al Partito democratico. Per questo, a dieci giorni di distanza dai tragici eventi parigini, i dem si vedono oggi al Nazareno. La Direzione sarà aperta dalle relazioni del ministro Paolo Gentiloni e dal responsabile Esteri del Pd Enzo Amendola. Naturalmente, questo è l’unico punto all’ordine del giorno: delle altre questioni che riguardano il partito si parlerà nelle prossime settimane.

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