La destra usa Bagnasco. Attacco alle Unioni civili

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Cardinal Angelo Bagnasco, president of the Italian Episcopal Conference, talks to the media during a press conference at the Vatican, Thursday, May 21, 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Maroni twitta: questa è la Chiesa che mi piace. Ma il Pd avverte: la legge si farà

Ci voleva Angelo Bagnasco, con il suo monito sulla famiglia fatta da «una mamma, un papà e un bambino» a riaccendere il dibattito sulle unioni civili. E a far alzare le barricate dal fronte leghista. «Questa è la Chiesa che mi piace», twitta Roberto Maroni, sottintendendo che il suo disapputno resta quando im prelati parlano di immigrati. Il suo intervento ridà fiato anche ai distinguo della Ncd, la forza di maggioranza che più frena sulle nuove norme per legalizzare le Unioni civili. Maurizio Lupi ribadisce il suo «no» a una legge che equipari le unioni alle famiglie. Tutti i centristi si schierano sulle posizioni del cardinale, sottolineando la necessità di dare diritti senza equiparare. Dal Pd parla Micaela Campana, responsabile dei diritti, che assicura invece che il legislatore lavorerà «per dotare presto l’Italia di una legge che allarga i diritti a chi oggi non ne ha». Più duro il sottosegretario Ivan Scalfarotto. «Quello che il cardinale afferma è sbagliato – dice – La Corte Costituzionale con un sentenza importante del 2010 ha detto che le coppie omosessuali, che sono formazioni sociali protette dall’articolo 2 della costituzione, devono essere protette come coppie e non come diritti dei singoli».

Così il disegno di legge che dovrebbe regolamentare le Unioni resta nello stallo in cui si trova da tempo. La commissione Giustizia in Senato ha adottato il testo base Cirinnà. Ma il provvedimento è stato subissato da 4.200 emendamenti depositati (778 di Ncd, quasi 300 del solo Giovanardi) che, grazie a un’opera di filtro, sono diventati 1.500. Ma il voto alle modifiche non è mai iniziato. I lavori sono fermi. L’obiettivo di arrivare in Aula a luglio è sfumato. Ora si punta all’autunno. Il nodo è squisitamente politico. All’asse Pd, Sel e M5S che preme per l’ok in tempi rapidi si contrappone, non solo il principale alleato del Pd, Ncd, ma anche la parte cattolica dello stesso partito democratico. Ufficialmente il no è all’equiparazione delle unioni civili al matrimonio, ma il punto è che Ncd teme che «si apra la porta a adozioni, utero in affitto e reversibilità delle pensioni». Così il partito di Alfano frena. La relatrice Cirinnà assicura, con tanto di emendamento depositato, che le norme eviteranno ogni specifico richiamo al matrimonio. Inoltre c’è l’ok a parlare di partner e non di coniuge. Ma non basta. Lo scontro prosegue e i lavori rimangono in stallo.

Nei 19 articoli di cui è copmposto il disegno di legge si esclude la possibilità per le coppie gay di chiedere l’adozione, tuttavia è prevista la cosiddetta «stepchild adoption»: in sostanza, se uno dei due partner di una coppia omosessuale ha già un figlio, l’altro partner potrà adottarlo e il bambino potrà crescere nella nuova famiglia (ma solo nel caso in cui manchi l’altro genitore biologico). La stepchild adoption è già prevista per le coppie eterosessuali dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. Secondo il testo l’Unione civile si sottoscrive di fronte aun ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. La coppia può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi.

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