La deriva populista minaccia l’Europa: in Ungheria referendum sui migranti

Europa
epa04911165 Hungarian Prime Minister Viktor Orban gives a press conference at the end of a day of meetings with the leaders of European institutions in Brussels, Belgium, 03 September 2015. Orban was in Brussels for meetings with top-level EU politicians for discussions on the migrant and refugee crisis.  EPA/OLIVIER HOSLET

Il 2 ottobre la consultazione popolare per decidere se accettare o meno il piano di redistribuzione dei profughi già approvato da Bruxelles

Non si tratta di un vero e proprio effetto domino dopo il voto sulla Brexit ma se non è così poco ci manca. In realtà quello che sta succedendo in Ungheria, non da oggi, è probabilmente anche peggio di ciò che è avvenuto in Gran Bretagna. E’ notizia di oggi, infatti, che è stato fissato per il 2 ottobre il referendum in Ungheria sul piano europeo di ridistribuzione dei migranti, ferocemente avversato da Budapest.

Ad annunciarlo è stato il presidente ungherese, Janos Ader.

Il governo di Viktor Orban ha votato contro il piano di ricollocamento di 160mila migranti tra i 28 Paesi in base a quote obbligatorie, approvato però dalla maggioranza dell’Unione.

Volete che l’Ue prescriva il ricollocamento obbligatorio di cittadini non ungheresi in Ungheria senza l’approvazione del parlamento ungherese?“, reciterebbe l’incredibile testo referendario.

Secondo Orban, il piano viola la sovranità nazionale e suscita timori per il possibile ingresso nel paese di “terroristi”. Per il premier, Bruxelles non ha il diritto di “ridisegnare l’identità cultura e religiosa dell’Europa”. Circa 400mila migranti e rifugiati sono passati per l’Ungheria nel 2015 prima della costruzione del muro che ha sigillato i confini meridionali.

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