La democrazia a senso unico del presidente dell’Anpi

Il Fattone
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Alle feste dell’Anpi è tassativamente vietato informare sulle ragioni del Sì al referendum

In attesa del dibattito pubblico fra il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia e il segretario del Pd Matteo Renzi – un dibattito di cui, francamente, non sentiamo né la necessità né l’utilità – è di un certo interesse la lettura dell’intervista che lo stesso Smuraglia ha rilasciato al Fatto di oggi. Non per il merito delle posizioni sostenute – il paragone fra la riforma Boschi e il governo Tambroni che “si formò con l’appoggio dei fascisti” è un tale insulto alla storia d’Italia e ai valori della Resistenza da meritare soltanto un pietoso e sofferto silenzio –, ma perché contiene un’informazione decisiva sulle forme del dibattito interno e sul significato della democrazia secondo Smuraglia.

Il congresso dell’Anpi, spiega il suo presidente, ha votato a stragrande maggioranza contro la riforma costituzionale. “Alla minoranza – prosegue Smuraglia – abbiamo garantito ovviamente la libertà di espressione del pensiero, chiedendo solo di non fare atti apertamente contrastanti con la linea prevalente, come affiancare ai banchetti per il No altri per il Sì”.

Avete letto bene: i “banchetti per il Sì” non sono ammessi alle manifestazioni dell’Anpi, né gli iscritti all’associazione possono parteciparvi in alcun modo. Che curioso modo di ragionare. Da settimane i dirigenti dell’Anpi polemizzano con il Pd perché non consente loro di fare propaganda per il No alle feste dell’Unità – cioè alle manifestazioni di un partito che a stragrande maggioranza si è espresso a favore della riforma, per la buona ragione che l’ha fatta –, ma alle feste dell’Anpi è tassativamente vietato informare sulle ragioni del Sì.

La democrazia a senso unico di Smuraglia – “io devo poter dire quello che voglio dove mi pare, ma guai se qualcuno si esprime in dissenso da me” – più che ad un cascame dello stalinismo somiglia al capriccio di un bambino viziato. Tanto più che la tanto sbandierata deliberazione del congresso, che secondo Smuraglia dovrebbe imporre il bavaglio a tutti gli iscritti, è stata presa da 347 delegati in rappresentanza di poche migliaia di partecipanti ai congressi locali. Ma gli iscritti all’Anpi sono – secondo i dati forniti dall’associazione – 124.000 (fra cui anche Matteo Renzi e, si parva licet, il sottoscritto), 119.000 dei quali non hanno mai fatto la Resistenza. Che 347 signori sequestrino la volontà di 124.000 italiani che in buona fede hanno aderito all’Anpi perché credono nei valori della Resistenza è, molto semplicemente, una truffa.

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