La Danimarca confisca i beni ai migranti: presi 17 mila euro a 5 iraniani

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Applicata per la prima volta la controversa legge che consente al governo di confiscare i soldi dei richiedenti asilo.

La polizia danese ha sequestrato oggi beni per circa 17mila euro a cinque migranti iraniani che volevano entrare nel Paese con documenti falsi. La polizia ha applicato la nuova legge danese che prevede il sequestro di beni a chi tenta di ottenere asilo in Danimarca.

La norma, presentata dal governo di centro-destra e appoggiata dalla maggioranza in Parlamento, è stata voluta per aiutare a coprire le spese di vitto e alloggio per i migranti mentre i loro casi vengono esaminati, ma anche per ridurre il potere attrattivo della Danimarca agli occhi dei profughi.

I critici ritengono invece che sia una norma inumana e degradante. La stessa legge ha inoltre esteso il periodo per il ricongiungimento familiare nel Paese da uno a tre anni.

Il Washington Post ha paragonato la legge danese al sequestro dei beni degli ebrei durante il nazismo. E  a commentare la legge anche Amnesty International che ha parlato di “giorno nero per il diritto di asilo”.

Anche il Pd parlò nei giorni dell’approvazione della legge  di scelte inaccettabile che “lasciano attoniti e sembrano un ritorno ad anni bui della nostra Europa”.

Si tratta di una norma molto simile a quelle vigenti in Baviera, Baden Wuttemberg e Svizzera. E oltre alla requisizione dei beni, prevede anche la possibilità di ritardare il ricongiungimento familiare da uno a tre anni.

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