La critica di Francesco alla logica del profitto che disprezza la vita

Vaticano
Papa Francesco durante l'incontro con gli scout dell'Agesci in piazza San Pietro, Citta' del Vaticano, 13 giugno 2015.
Pope Francis during the audience with Italian Agesci boy scouts association's members, in St. Peter's Square, in Vatican City, 13 June 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il Papa torna sul dramma del lavoro: “Una perdita di posti causa un grave danno sociale”

“Quando il lavoro è in ostaggio della logica del solo profitto e disprezza gli affetti della vita l’avvilimento dell’anima contamina tutto: anche l’aria, l’acqua, l’erba, il cibo” e le conseguenze “colpiscono soprattutto i più poveri e le famiglie più povere”. Papa Francesco,  davanti ai pellegrini riuniti nell’Aula Paolo VI, è tornato su uno dei temi forti del suo pontificato, la dignità del lavoro e la esplicita critica della logica del profitto.

Bergoglio ha infatti contestato lelogiche dell’economia estrema: “La gestione dell’occupazione – dice – è una grande responsabilità umana e sociale che non può essere lasciata nelle mani di pochi o scaricata su un mercato divinizzato”. Aggiungendo che “causare una perdita di posti di lavoro significa causare un grave danno sociale”.

La critica di Francesco è ammantata da un velo di radicalità: la “città intelligente” – ha detto -“è indubbiamente ricca di servizi e di organizzazione; però, ad esempio, è spesso ostile ai bambini e agli anziani” perché “a volte chi progetta è interessato alla gestione di forza-lavoro individuale, da assemblare e utilizzare o scartare secondo la convenienza economica”. In questo senso la famiglia è “un grande banco di prova” perché “quando l’organizzazione del lavoro la tiene in ostaggio allora siamo sicuri che la società umana ha incominciato a lavorare contro se stessa”.

“Il lavoro, si dice comunemente, è necessario per mantenere la famiglia, per crescere i figli, per assicurare ai propri cari una vita dignitosa. Di una persona seria, onestà, la cosa che più bella che si può dire: ‘E’ un lavoratore’, è uno che nella comunità non vive alle spalle degli altri”, ha ancora detto il Pontefice. In questo senso si stabilisce il legame con la tutela del creato perché “il lavoro, nelle sue mille forme, a partire da quello casalingo, ha cura anche del bene comune”. Ma questo stile di vita, ha sottolineato, “prima di tutto s’impara in famiglia”ed  è per questo che “causare una perdita di posti di lavoro significa causare un grave danno sociale”.

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