“La corrispondenza”, amore e tormenti ai tempi di Skype

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Un professore di astrofisica, una studentessa fuori corso, la loro passione che travalica i confini della tecnologia in un crescendo di mistero. È il nuovo film di Giuseppe Tornatore

Pochi lo sanno, ma uno dei lati più belli del carattere di Giuseppe Tornatore è la sua generosità nel parlare degli altri. Ieri era a Roma con i suoi attori Jeremy Irons e Olga Kurylenko, per presentare il nuovo film La corrispondenza (in uscita giovedì per 01). In simili occasioni, solitamente, i cineasti sono concentrati sul proprio ombelico – pardon, sul proprio film. Tornatore ha invece avuto parole bellissime per Ennio Morricone: “Conosco Ennio da quasi trent’anni e lo considero una benedizione. Lavoriamo insieme, certo, ma lo chiamo di continuo anche se non devo parlargli di lavoro. È una scarica di energia: quando le giornate si complicano, e le cose vanno male, gli telefono e mi passa tutto. Sono felicissimo che abbia vinto il Golden Globe per la colonna sonora del film di Tarantino”. E poi, a domanda, ha parlato con entusiasmo anche di “qualcuno” che non ha veramente nulla a che fare con il suo cinema: “Io sono sempre contento quando un film italiano incassa, perché spero sempre che i produttori reinvestano i guadagni in altri film. Quindi sono enormemente contento del successo di Checco Zalone. Spero sia anche un antidoto contro la domanda che, invece, sinceramente odio: quella sulla crisi del cinema italiano. In questi giorni nessuno mi chiede della crisi e tutti mi chiedono di Checco Zalone. Solo per questo gli voglio bene”.

Poi, naturalmente, si parla di La corrispondenza. Dove però la parola d’ordine (ripetuta in modo prima doveroso, poi stucchevole da tutti gli addetti stampa) è “non spoilerate”. Ora, potreste non sapere che “spoilerare” è un neologismo orrendo per indicare quelle rivelazioni che possono raccontare troppo sulla trama di un film (del tipo: “il colpevole è il maggiordomo”, oppure: “la mamma di Psyco è lui con la parrucca”). In La corrispondenza non ci sono né maggiordomi né false mamme (c’è invece una mamma vera, a un certo punto), però l’ansia di 01 è palpabile e la sensazione netta è che Tornatore se la rida. Cosa potremo dire? Proviamoci: Jeremy Irons è un professore di astrofisica, Olga Kurylenko è una studentessa fuori corso che per campare fa la stunt, la controfigura nelle scene d’azione dei film. I due si amano follemente e questo si capisce dalla prima inquadratura, un bacio in primo piano molto rovente (Tornatore, di baci, ne sa: la sequenza degli spezzoni tagliati dal prete in Nuovo cinema Paradiso rimane indimenticabile). Poi, dopo dieci minuti di film, lui – mettiamola così – scompare. E lei comincia a ricevere mail e dvd con suoi monologhi registrati sempre più enigmatici. Stop! Avremo spoilerato? Speriamo di no.

Giuseppe, è un’altra storia d’amore tormentata e piena di misteri, come in La migliore offerta… “Sai, le storie d’amore semplici e felici non sono particolarmente interessanti. Ci vuole sempre un intoppo, un ostacolo drammaturgico. Del tipo: lui ama lei, lei ama lui ma le rispettive famiglie non sono d’accordo… ed ecco Romeo e Giulietta. Oppure: lui e lei stanno per sposarsi, ma un signorotto si mette di mezzo… e abbiamo I promessi sposi“. Anche qui ci porti in luoghi inusitati, che forse nascono da tue passioni nascoste… “Non del tutto. Non sono appassionato né di aste – il mondo in cui si svolge La migliore offerta – né di astrofisica. In entrambi i casi ho dovuto studiare, e l’astrofisica non è una materia semplice! Però, da sempre, sono affascinato – come molti altri, credo – dall’idea che molte stelle che vediamo in cielo, di notte, sono in realtà scomparse da miliardi di anni. Ecco, questa mi sembrava la metafora perfetta per la storia d’amore che volevo raccontare: un amore che continua a distanza, che travalica i confini della tecnologia, che permane nel tempo”. Il film è bello, come era bello La migliore offerta: raccontando storie internazionali, girate in inglese e ambientate in giro per l’Europa, Tornatore sta facendo i suoi film forse più personali. Irons trasuda carisma e la Kurylenko è fin troppo bella per essere vera. La corrispondenza è la vera love-story di questo inizio di millennio.

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