La Consulta ha deciso: la coltivazione di cannabis resta reato

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epa04694972 Major of La Florida, Rodolfo Carter, examines a cannabis plant in La Florida, Santiago de Chile, Chile, 07 April 2015. The first cannabis harvest in Latin America for medicinal purposes took place in Chile. Chile's legistlation is progressing towards the decriminalization of consumption and cultivation of cannabis for personal use and medicinal purposes, permitting six plants per household.  EPA/FELIPE TRUEBA

La Corte costituzionale che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di appello di Brescia

La coltivazione di cannabis per uso personale resta punita penalmente. Lo ha deciso oggi la Corte costituzionale che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale.

La Corte di Appello di Brescia aveva posto alla Consulta la questione di legittimità delle disposizioni della legge del ’90, nella parte in cui esclude tra le condotte suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente, la condotta di coltivazione di piante di cannabis.

La decisione, riferisce la Consulta, “è riferita all’art. 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia”.

Anche il Parlamento si sta occupando del tema. Le commissioni Giustizia e Affari sociali alla Camera dovrebbero infatti svolgere un ciclo di audizioni per approfondire le questioni legate alle proposte di legge sulla legalizzazione della cannabis.

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