La Consulta ammette il referendum contro le trivelle. Realacci: “Si faccia una legge”

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Dopo la decisione della Consulta esulta Emiliano: “La campagna partirà subito”

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile uno dei sei referendum proposti sulle Trivelle: il quesito riguarda la norma che prevede che i permessi e le concessioni già rilasciati abbiano la “durata della vita utile del giacimento”. A proporlo sono 9 Consigli regionali, erano 10 ma il Consiglio regionale dell’Abruzzo negli ultimi giorni ha deciso di abbandonare la campagna referendaria. Gli altri 5 quesiti referendari sono stati dichiarati improcedibili, anche grazie alle modifiche introdotte dal governo nella Legge di Stabilità che ribadiscono il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia marine.

Esulta il Presidente della regione Puglia Michele Emiliano che sostiene che anche “Renzi dev’essere contento perché quando il popolo irrompe sulla scena della democrazia, chi è iscritto al Partito democratico dev’essere contento per definizione”. Emiliano ha poi aggiunto che “la campagna contro le trivellazioni partirà da subito”.

Soddisfazione ha manifestato anche il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata Piero Lacorazza: “E’ un’altra vittoria delle Regioni, degli enti locali a difesa dei principi costituzionali e dei diritti dei cittadini, della leale collaborazione tra istituzioni delle Repubblica. Non c’è uno Stato centrale che ama l’Italia e un territorio che la odia. L’interesse strategico di un Paese, con lealtà e trasparenza lo si costituisce insieme”.

Il deputato del Pd Ermete Realacci dopo la sentenza della Consulta dice a Unità.tv: “C’era un punto di vista diverso tra governo e regioni e questo ha portato ad una spaccatura. Credo che la decisione del governo – continua il deputato dem – sia stata sbagliata, e adesso visto il calo del prezzo del petrolio sembra addirittura una parodia”. Per Realacci oggi all’Italia “non servono nuovi giacimenti petroliferi, vista anche la grande abbondanza di petrolio che c’è sul mercato. All’Italia serve di fare l’Italia e concentrarsi su ciò che sa fare meglio, il made in Italy che nonostante il periodo difficile cresce nelle esportazioni”. Ora il deputato dem si augura che “si facciano i cambi legislativi per evitare il quesito referendario, anche perché al momento non abbiamo bisogno di nuovi giacimenti”.

 

 

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