La Cina cambia, stop al figlio unico

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A Chinese family tours a public park in Beijing, China, 30 October 2015. China is to abolish its one-child policy and allow all couples to have two children, the official Xinhua news agency reported on 29 October from a meeting of the Central Committee of the Communist Party in Beijing.  ANSA/ROLEX DELA PENA

Approvata in Cina la legge che consentirà di avere un secondo figlio. terminata l’era del figlio unico dopo 36 anni

Dopo 36 anni in Cina si chiude l’era della politica del figlio unico. Era stata introdotta nel 1979 subito dopo la morte di Mao Tse Tung per controllare la crescita demografica considerata all’epoca insostenibile. La legge, contestatissima, ha provocato da una parte l’effetto desiderato, ovvero mettere un freno alla crescita demografica (1 miliardo e 400 milioni circa), ma allo stesso tempo ha prodotto 2 effetti indesiderati: il progressivo invecchiamento della popolazione e un rapporto tra uomini e donne troppo sbilanciato a favore degli uomini. Sì perché nelle regioni agricole spesso si è usato l’aborto selettivo, vietato per legge, una pratica con la quale donne, anche in avanzato stato di gravidanza, abortivano (o erano costrette a farlo) quando erano in attesa di una bambina per avere un figlio maschio, utile nelle pesanti attività agricole.

Lo squilibrio tra i sessi ha portato anche al problema dei matrimoni nella terra del dragone, infatti tanti uomini non trovano moglie per evidenti motivi numerici. Questo ha prodotto anche un mercato delle donne, molti uomini infatti si rivolgono a veri e propri mercanti di “schiavi” per trovare una moglie, spesso “deportata” da paesi confinanti.

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