La carneficina del Bataclan. “Sparavano come tiratori scelti”

Parigi
epa05023831 A general view of damage outside the Bataclan concert venue in Paris, France, 13 November 2015, where a gunman has reportedly taken people hostage. At least 26 people have died in attacks in Paris on 13 November after reports of a shootout and explosions near the Stade de France stadium.  EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Il concerto interrotto dai colpi: “Sembravano parte dello show poi i morti”. La fuga sui tetti e dalle quinte. “Siamo scappati calpestando i cadaveri”

Guanti di lattice sporchi di sangue, vestiti abbandonati sul marciapiede. Fiori, un biglietto: «per gli angeli del rock». Un telo grigio nasconde l’ingresso del teatro, i passanti che vengono per gettare uno sguardo o una preghiera vengono fatti fermare a distanza. Il Bataclan non è più il tempio della musica, dove venerdì sera si esibiva il gruppo americano «Eagles of death metal», ma il teatro di una carneficina, tutte le sigle della polizia francese si muovono tra le sale insanguinate per mettere insieme i pezzi di una notte in cui si è materializzato il peggior incubo del dopo 11 settembre: il tiro al bersaglio su civili inermi in uno spazio indifeso, come può essere una sala da concerto. Un bar, un ristorante. I primi istanti di un atto di guerra nel cuore di Parigi sono scivolati via come se tutto fosse ancora leggibile, chiuso in un orizzonte di normalità. I primi colpi e tutti hanno pensato fosse ancora parte dello show, nonostante tutto, nonostante oltre un decennio di stragi e attentati, l’orrore fa fatica a penetrare nel nostro quotidiano. «All’inizio ho pensato che fossero petardi o qualcosa del genere», racconterà Cesar Lardon, 20 anni, quando nel cuore della notte tutto sarà finito con 89 corpi – molti i ragazzi – coperti da teli bianchi e lui fuori in salvo, con le scarpe da ginnastica sporche di sangue altrui. All’inizio…

 

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