La caccia ai foreign fighter deve cominciare in banca

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“La finanza del terrore è transnazionale ma gli sforzi per combatterla restano finora a livello nazionale”. Lo dice Tom Keatinge, direttore del Centro studi su sicurezza e crimini finanziari del Regno Unito

«Che vi piaccia o meno, anche qui a Firenze riempiamo i serbatoi delle auto con il petrolio dello Stato islamico». E i quasi mille, tra deputati e osservatori dei paesi Nato seduti sotto gli affreschi del Salone dei Cinquecento a palazzo Vecchio non possono fare altro che tacere tra imbarazzo e impotenza. «La finanza del terrore è transnazionale – aggiunge Il relatore – ma gli sforzi per combatterla restano finora a livello nazionale. Destinati alla marginalità se non ci sarà condivisione di informazioni e qualche rinuncia alla privacy». Il relatore è Tom Keatinge, direttore del Centro studi su sicurezza e crimini finanziari del Regno Unito. Il suo è tra gli interventi più attesi di questa due giorni che la delegazione italiana alla Nato, presieduta da Andrea Manciulli, ha organizzato a Firenze.

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