La bugia di Grillo ai suoi elettori

Unioni civili
Beppe Grillo in occasione della prima del suo nuovo spettacolo  "Grillo vs Grillo" al teatro Linear Ciak di Milano, 2 Febbraio  2016. 
ANSA / MATTEO BAZZI

Il blog di Grillo annulla la vecchia consultazione sulle unioni civili perché in quella occasione non si parlava della stepchild adoption, ma è falso

Oggi in un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo, il Movimento 5 stelle ha fatto marcia indietro sulle unioni civili. Anziché rimanere intransigente sulla posizione tenuta fino a ieri, ovvero votare il ddl Cirinnà solo se non ci fossero state modifiche, Grillo ha deciso di lasciare libertà di coscienza ai suoi rappresentanti in Parlamento.

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La scelta si avvicina a quella adottata anche dal Pd, ma per molti iscritti al Movimento che si sono sfogati su internet la polemica di oggi pone un problema alla base del funzionamento del Movimento stesso.

Nell’ottobre del 2014, infatti, in una delle consultazioni on line era stata posta una domanda specifica: “Sei favorevole all’introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso (diritti e doveri della coppia equiparati al matrimonio ma con esclusione della possibilità di adottare figli estranei alla coppia)?

La risposta degli iscritti fu netta. Dei 25.268 iscritti certificati, 21.360 avevano votato sì e 3.908 avevano votato no. (Qui i dati). In termini percentuali la scelta suona ancora più netta: l’84,5% degli iscritti era favorevole al quesito.

Secondo il post di oggi, però, quella consultazione non era più valida, in quanto “non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico”. Ma non è vero.

Il primo a farlo notare è stata laStampa.it che oggi ha ripubblicato lo screenshot del quesito dove si parlava delle adozioni proprio per specificare l’esclusione della “possibilità di adottare figli estranei alla coppia”. Un’espressione che dunque non riguarda la stepchild adoption, che regola l’adozione del figlio biologico di uno dei due partner.

Se ci fossero dubbi sull’interpretazione della consultazione del 2014, ci sarebbe anche il post di Alberto Airola che il 28 ottobre 2014 cercava di spiegare i termini del quesito ai suoi elettori e chiariva che l’eslusione delle adozioni riguardava quelle “ex novo”, dunque, ancora una volta, quelle al di fuori della coppia.

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