La bufera “monnezzopoli” rischia di far (già) saltare la giunta M5S

Roma
Immondizia in Via Giolitti, nei pressi della stazione Termini, 12 luglio 2016 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Al centro del disastro la nuova assessora all’Ambiente Paola Muraro, di cui, viste le esperienze passate, si può dire tutto tranne che rappresenti il nuovo che avanza

“Quello che infastidiva era la presunzione con cui i grillini in campagna elettorale professavano onestà e soluzioni rapide. Una volta arrivati al governo, la musica è cambiata: Roma è sporca né più né meno (anzi di più) di prima che la Raggi fosse eletta sindaca, ed è stata lei a dire che il problema lo avrebbe risolto tre settimane fa“. Con queste parole il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato punta il dito contro la nuova giunta che amministra la Capitale e che rischia, in pochissimo tempo, di essere spazzata via dalla bufera che sui social è già stata ribattezzata come una nuova #monnezzopoli romana.

Al centro di questo disastro c’è la nuova assessora all’Ambiente Paola Muraro, la persona scelta dalla Raggi per gestire la delicata questione della pulizia delle strade e, soprattutto, della raccolta, della gestione e dello smaltimento dei rifiuti accumulati nei cassonetti maleodoranti della città.

“Nessuno di noi attribuisce alla Raggi la responsabilità dei problemi strutturali di Roma – chiarisce con un post su Facebook Matteo Orfini, presidente del Pd romano. Quello che le chiediamo è se reputa adeguate le misure adottate in questi giorni e se non ritiene di dover spiegare ai romani, che le hanno dato fiducia, perché ha nominato assessore all’Ambiente con delega ai rifiuti una ex consulente dell’Ama. Il PD ROMA – Partito Democratico di Roma intanto ha chiesto un Consiglio comunale straordinario per fare chiarezza su questa vicenda che di chiaro ha davvero poco. La trasparenza è una cosa seria, non la si garantisce facendo solo sceneggiate in streaming ma con azioni concrete”.

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Il fuoco di fila nei confronti della Muraro (e della Raggi) è trasversale.

Non sono solo gli esponenti del Pd a chiedere che si faccia immediatamente chiarezza. Anche il senatore di Forza Italia Francesco Giro si unisce al coro di critiche osservando che “sul caos rifiuti la sindaca Raggi è già in tilt. Per molto meno l’ex sindaco Marino venne crocefisso. E dopo le rivelazioni dei maggiori quotidiani nazionali l’assessore Muraro farebbe ebbe a dimettersi subito e a chiarire la sua posizione in procura”.

Duro anche il commento di Giorgia Meloni: “Virginia Raggi ha nominato assessore all’ambiente di Roma, Paola Muraro. La Muraro è stata consulente esterna di Ama per 12 anni incassando più di un milione euro, 115 mila euro di consulenze nel solo 2015. Nominata e strapagata solo perché è bravissima? Ma queste municipalizzate romane non sono dei carrozzoni dove vengono stipati parenti, amici e raccomandati? E’ in questo modo che il Movimento 5 Stelle intende segnare la discontinuità con la mala gestione del passato?“.

>>> Leggi anche: “Giunta Raggi, vi spiego il pasticcio sui rifiuti” di Cristiano Bucchi

Secondo Stefano Fassina che, vale la pena ricordarlo, rifiutò un accordo a sinistra con il candidato del Pd Roberto Giachetti in ottica anti-M5S, “a Roma il quadro politico e amministrativo del ciclo dei rifiuti si fa ogni giorno più inquietante, mentre la città ritorna in drammatica sofferenza e i protagonisti del disastro e della malagestione, come Cerroni, si ripropongono in veste di salvatori della patria in un fiume di interviste. L’assessora Muraro, senza timore del ridicolo, attacca la gestione partitica dell’Ama dalla quale per 12 anni ha ricevuto consulenze milionarie. Oggi, dopo essere stata allontanata dall’Ama dal presidente Fortini, scopre il merito e i cv per la scelta dei vertici dell’azienda”.

E mentre ogni angolo di Roma è invaso dai cumuli di rifiuti, la sindaca (che aveva promesso una città pulita entro i primi giorni di luglio) continua a nascondere la testa sotto la sabbia. Per quanto tempo si potrà andare avanti?

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