La base M5S comincia a interrogarsi. Ma il Movimento ufficiale tace

Roma
M5S elettori

Molti elettori cinquestelle difendono Virginia Raggi, chiedendo maggior rispetto delle regole e meno divisioni interne

La giornata romana di ieri caratterizzata dalle dimissioni del capo di gabinetto Carla Raineri, dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna, del neo presidente di Ama Alessandro Solidoro, del direttore generale e dell’amministratore unico di Atac Marco Rettighieri e Armando Brandolese ha, come ci si poteva attendere, aperto una ferita nella base pentastellata.

Il luogo di confronto sono i social, da Twitter a Facebook, e il blog di Beppe Grillo; lì, a partire da ieri, dalle prime ore della mattina, quando la sindaca ha pubblicato un post su Facebook in cui annunciava l’ordinanza di revoca di Raineri.

I commenti prevalenti sono di supporto, incitamento e fiducia a Virginia Raggi perché “si sta comportando in maniera corretta e trasparente”, perché ha dimostrato una “coerenza” che i politici del passato non hanno mai dimostrato. “Sarebbe interessante sapere – scrive un sostenitore del Movimento – se gli altri sindaci, presidenti di Regioni e Province del Pd, Fi, Sel, Lega, Ncd, ecc.. chiedono a Cantone di verificare la correttezza e limpidezza delle nomine”.

Poche ore dopo, inizierà quell’effetto domino di cui ormai sappiamo. E con lui, arrivano anche i primi commenti perplessi e le domande. C’è chi parla di “piccole gaffes” da parte del M5s “ingigantite dai media contro, cioè quasi tutti”, però, aggiunge un utente del blog, “la Raggi ci ha messo un po’ di tempo a chiamare in causa Anac”.

Da piccole gaffes, un altro militante parla di “errori grossolani” che “non possiamo permetterci”. “Non possiamo permetterci di perdere due persone di spiccata preparazione e moralità – scrive il simpatizzante M5s – come il magistrato Raineri e l’assessore Minenna. Roma è troppo importante, è il nostro banco di prova per governare l’Italia. Così non va e lo dice uno che voterà M5s sempre”. “Ma veramente abbiamo sfanculato Raineri, Minenna ed i vertici di Atac e Ama per tenerci invece Frongia, Marra e Romeo? Ditemi che non è vero, vi prego”, scrive un altro.

Qualcuno, al contrario, vede in Minenna un rappresentante di “interessi estranei alla corretta ed economica gestione delle partecipate”. “Sembra di essere di fronte alla solita ‘vecchia politica’ – scrive un elettore M5s -. Sarebbe insopportabile. Si chiede un chiarimento pubblico e un indirizzo forte del Movimento”.

 

“Non possiamo dare l’impressione di una ‘guerra tra bande’ – fa eco un altro – e forse sarebbe stato il caso di essere sicuri che chi viene scelto ed eletto a cariche fosse rigoroso nel rimanere fedele e coerente ai principi del Movimento”. E un altro elettore commenta: “Non possiamo fidarci di chi ha condiviso con LORO soldi e potere! Torniamo al vero significato ‘O NOI O LORO’ e ripartiamo da chi ci crede al M5s!”.

Molti, però, continuano a difendere la sindaca e il Movimento a spada tratta parlando di un’onestà che finora non si è mai vista. E tanti, pur difendendo Raggi, attaccano, allo stesso tempo, il M5s e le sue correnti interne, colpevoli, secondo alcuni, di mettere i bastoni tra le ruote alla prima cittadina della Capitale. “È vero – qualcuno si chiede – che Carla Ruocco, Paola Taverna, Roberta Lombardi… remano contro o peggio vogliono mettere il becco nelle decisioni del sindaco? Tacciano… non sono state votate loro per quel ruolo e i teatrini che offrono alla stampa non aiutano il M5S”.
Nonostante la maggioranza dei sostenitori esprime piena fiducia in una pronta risposta da parte del Movimento di Beppe Grillo, qualcuno si chiede se forse “la vecchia politica non abbia insegnato nulla. Fazioni, beghe rumorose, amici di uno, mini direttori, direttorio nazionale. Il peggio del vecchio modo di fare politica. Aspettiamo notizie dal Movimento e chiarezza!“.

Insomma, la base del M5S ha iniziato, e non da ora, un confronto su quello che è importante correggere all’interno del Movimento. In tutto ciò, Beppe Grillo tace. Sul suo blog l’ultimo post su Roma è proprio il post pubblicato da Raggi sulla pagina Facebook.

Il Direttorio e gli altri del Movimento non commentano, se non Luigi Di Maio, che, però, si limita a dare la colpa della situazione attuale alle lobby. Forse il vicepresidente della Camera e il resto del Movimento dovrebbero imparare dalla base. “Ammettere gli errori per ripartire è l’antidoto”, scrive un elettore. Magari è ora che il Movimento torni ad aprirsi ai suoi elettori, cosa che da tempo ha smesso di fare.

Vedi anche

Altri articoli