L’8 giugno segnerà la fine del partito laburista?

Gran Bretagna
epa04887639 Candidate for the British Labour Party leader, Jeremy Corbyn during a press conference at Ealing Town Hall in west London, England, 17 August 2015. The labour leadership election will be announced on Saturday 12 September 2015. Jeremy Corbyn is one of the contenders in the British Labour Party leadership campaign, other candidates are Andy Burnham, Yvette Cooper, and Liz Kendall.  EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

I sondaggi sembrano non lasciare scampo al partito guidato da Corbyn. Un durissimo editoriale del Guardian mette sotto accusa la sua leadership

Theresa May ha annunciato che l’8 giugno in Gran Bretagna ci saranno le elezioni politiche. Una decisione inaspettata, ma tuttavia politicamente comprensibile. Perché la premier britannica al momento non ha avversari, con i laburisti guidati da Jeremy Corbyn ai minimi storici (almeno negli ultimi trent’anni). Una mossa che le consente di conseguire un successo pieno, rinsaldare la sua posizione e rafforzare il cammino verso la Brexit.

Dunque con le elezioni dell’8 giugno Theresa May riuscirà – salvo improbabili colpi di scena – a raggiungere diversi obiettivi. In primis depurerà il Parlamento dalle voci, presenti anche tra i conservatori, contrari all’hard Brexit, e le consentirà di avere ancora più potere decisionale.

Ma l’obiettivo principale della premier britannica e quello di “annientare” il principale partito di opposizione, il partito laburista guidato da Corbyn. Mai come in questo momento storico i laburisti sono deboli, almeno secondo i sondaggi. Solo il 15% dei britannici pensa che il leader del Labour possa essere il miglior premier, contro il 49% di Theresa May. Numeri che fanno capire come la partita sia impari.

In otto settimane di campagna elettorale molto potrebbe cambiare, ma il vento sembra continuare a soffiare alle spalle dei conservatori e in faccia ai laburisti. Secondo le prime rilevazioni, il distacco tra i due partiti si attesta tra il 18 e il 24%, mediamente è sempre superiore al 20. Un distacco che a causa del sistema elettorale britannico potrebbe portare il numero dei deputati laburisti dagli attuali 232 (già al minimo dal 1987) a soli 100 come scrivono alcuni giornali.

I giornali britannici hanno lanciato l’allarme, terrorizzati dalla mancanza di una reale alternativa di governo. Il più duro è il Guardian, che dedica un pesante editoriale dal titolo: “Corbyn sta correndo verso l’annientamento del partito laburista”. L’attacco di Polly Toynbee è durissimo: “Sbagliato, sbagliato e sbagliato ancora. C’è mai stato un politico più grossolanamente inetto di Jeremy Corbyn, il cui impulso è prendere sempre la decisione sbagliata? Non è tanto il suo radicalismo con cui ha guidato il partito laburista, quanto la sua incompetenza nella leadership“.

Un attacco frontale da parte del principale quotidiano liberal britannico. L’Indipendent, invece, si proietta già al dopo elezioni, sostenendo che Corbyn non lascerà la guida dei laburisti anche in caso di una sconfitta schiacciante. Nell’articolo si prevede che secondo i sondaggi odierni il partito dovrebbe perdere più di 70 deputati, riducendo di un terzo la presenza laburista in Parlamento.

Dunque dopo il Partito socialista francese, un altro grande partito della sinistra europea rischia di scomparire. Anche dall’altra parte della Manica si parla di possibili scissioni, con l’ala più moderata laburista che potrebbe decidere di staccarsi, cambiando per sempre la politica britannica.


 

 

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