L’ Alfa Romeo torna in Formula 1? “Ci stiamo pensando”

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Nessuno se lo aspettava. Anche perché il marchio del Biscione è rimasto in naftalina anche durante il regno Marchionne per lunghissimi anni.

Che sia una boutade o una intenzione reale, Sergio Marchionne riesce sempre a far notizia. Questa volta il manager canado-abruzzese ha spiazzato tutti. Parlando a margine dello scambio di auguri con i giornalisti della Formula 1, l’ad di Fca e presidente della Ferrari ha detto: «Il marchio Alfa Romeo è incredibile come resti nel cuore della gente. Proprio per questo stiamo pensando a un suo ritorno, come nostro competitore, alle corse, alla Formula 1». Nessuno se lo aspettava. Anche perché il marchio del Biscione è rimasto in naftalina anche durante il regno Marchionne per lunghissimi anni. Ritirato fuori l’anno scorso con l’annuncio del rilancio del marchio e di una serie di nuovi modelli, ora arriva la “bomba”. «E’ importante che l’Alfa Romeo torni – ha poi aggiunto Marchionne – . Sarà un competitore in più».

Il Biscione, scuderia in cui fu coinvolto anche Enzo Ferrari, fu attivo in Formula 1 dal 1950 al 1985, e come fornitore di motori fino al 1988. In totale ha disputato 110 gare ottenendo 11 vittorie. L’Alfa Romeo conquistò infatti le prime due edizioni di questo campionato aggiudicandosi il titolo nelle stagioni 1950 e 1951 grazie, rispettivamente, a Nino Farina a bordo di una 158 (soprannominata “Alfetta” per le dimensioni contenute) ed a Juan Manuel Fangio, che invece pilotava una 159. Dopo questi due allori l’Alfa Romeo si ritirò momentaneamente da questo campionato.

Tornò negli anni sessanta fornendo ad alcune squadre il motore, ma senza però partecipare come costruttore. Negli anni ottanta l’Alfa Romeo continuò a partecipare al campionato di Formula 1 con le monoposto 182, 183T, 184T e 185T. Furono schierate dal 1982 al 1985 con scarse soddisfazioni e senza vincere neppure un Gran Premio. Il miglior risultato della casa del Biscione ottenuto nel suo ritorno in Formula 1 fu il sesto posto nel campionato costruttori del 1983. Per la stagione 1987 l’Alfa Romeo firmò un contratto con la Ligier per la fornitura di propulsori. Questo accordo fu però annullato dopo l’acquisizione della casa del Biscione proprio da parte del gruppo Fiat.

L’Alfa Romeo costruì anche propulsori per l’Osella dal 1983 al 1988, e questa fu la sua ultima apparizione in Formula 1. L’annuncio dato da Marchionne però potrebbe anche rivelarsi un arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione dai ritardi sul piano Alfa. Il 2 dicembre anche l’agenzia Bloomberg ha rivelato che Fca ha deciso di rinviare il lancio di diversi modelli fra i quali una Maserati sportiva e una berlina Alfa Romeo, previsto nel 2016, soprattutto per il rallentamento del mercato cinese. Per Bloomberg i modelli che sono stati messi ‘in ghiaccio’ sono la Maserati Alfieri e il suv Alfa Romeo: slitteranno oltre il 2016. La berlina Alfa Romeo, che dovrebbe fare concorrenza alla Bmw serie 5, potrebbe addirittura non essere pronta nel 2017. Per Bloomberg, una decisione sugli investimenti previsti al 2018 sarà presa solo a gennaio. Un ritardo che avrà ripercussioni negative sullo stabilimento di Cassino.

La produzione della Giulia (primo modello del piano Marchionne) nello stabilimento di Piedimonte San Germano slitta da novembre 2015 al 2016. La cassa integrazione straordinaria garantisce i circa 4mila lavoratori fino all’8maggio 2016. Se la salita produttiva partirà a marzo è possibile che entro maggio riescano a rientrare al lavoro tutti gli operai, che ad oggi lavorano solo sulla Giulietta. Lo stabilimento in provincia di Frosinone dovrebbe poi produrre 5 modelli su 8 del piano Alfa Romeo: oltre alla Quadrifoglio, arriverà la Giulia in versione normale e poi, nel 2017, il tanto atteso Suv che dovrebbe portare le nuove assunzioni.

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