Kobe Bryant lascia: “Caro basket ti amerò per sempre”

Sport
epa04492894 Former Los Angeles Lakers teammate Shaquille O'Neal (L) greets Kobe Bryant (R) after their game against the Golden State Warriors at the Staples Center in Los Angeles, California, USA, 16 November 2014. The Warriors won the game.  EPA/MICHAEL NELSON CORBIS OUT

Il campione americano annuncia l’addio al basket con una lettera pubblicata dal sito The Players Tribune

Cinque titoli Nba, 2 ori olimpici, 17 All Star Game, oltre 32mila punti realizzati in Nba, secondo miglior realizzatore in una singola partita Nba (81 punti il 22 gennaio 2006 contro i Toronto Raptors): basterebbero solo questi numeri a spiegare cos’è stato Bobe Bryant per il basket. Ma i numeri da soli non esprimono il valore di una stella assoluta, di colui che ha preso il testimone da Michael Jordan nell’All Star Game del 2003.

Il 13 aprile 2016 è una data da cerchiare in rosso sul calendario, perché sarà l’ultima volta (i Lakers quasi certamente non andranno ai playoff) che il Black Mamba calcherà un parquet Nba da giocatore. Lo farà a casa sua, allo Staples Center contro Utah, la stessa squadra che tanto lo ha fatto soffrire ad inizio carriera eliminando i suoi Los Angeles Lakers per 2 volte consecutive (1997-1998). La decisione era nell’aria da tempo, ma comunque ha lasciato di stucco milioni di fan in tutto il mondo. Dopo quasi vent’anni, dunque i Lakers non saranno più guidati dalla loro stella più luminosa.
 Si perché Bryant è stato il simbolo dei Lakers degli anni 2000, come Magic Johnson lo fu negli anni ’80. Entrambi hanno vestito una sola maglia, quella giallo-viola ed entrambi hanno conquistato 5 titoli Nba.

Dunque quello di Bryant sarà un addio lungo 5 mesi, che vivrà il suo momento più alto nel suo 18esimo e ultimo All Star Game il giorno di San Valentino a Toronto. Chissà se quel giorno qualcuno prenderà il suo testimone, come fece lui nel 2003. Quasi sicuramente non sarà un avversario, ad Est non ci sono giocatori di quel livello, ma ad Ovest c’è un giocatore che potrebbe raccoglierne l’eredità ed è la guardia dei Minnesota Timberwolves Andrew Wiggins, che lo stesso Bryant considera il suo erede.

 

 

 

 

La traduzione della lettera pubblicata dal sito The Players Tribune

Caro basket,
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te.
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.
Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché TU mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.
Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe

Vedi anche

Altri articoli