Ken Loach vince a Cannes: “Il mio film contro il neo liberismo”

Cinema
Schermata 05-2457532 alle 11.52.58

“I, Daniel Blake” si aggiudica la Palma d’Oro e il regista inglese ne approfitta per lanciare il suo messaggio: “Un altro mondo è possibile”. Premiati anche Xavier Dolan e l’Iraniano Ashgar Farhadi

La seconda volta di Ken Loach. A dieci anni dalla Palma d’Oro vinta nel 2006, il regista inglese, il più anziano della rassegna con i suoi 80 anni fra meno di un mese, si ripete in questa edizione con I, Daniel Blake.

Una carriera dedicata a portare alla luce il mondo dei più poveri, con lo sguardo a fuoco sulla classe operaia, dalla quale Loach proviene. Anche questo I, Daniel Blake è la storia di due individui ai margini: da una parte Daniel, operaio quasi sessantenne malato di cuore e abbandonato dallo Stato che non gli riconosce assistenza; dall’altra Daisy, una ragazza madre disoccupata costretta a lasciare Londra per problemi economici.

La pellicola assume un valore politico ancora più centrale dopo le parole che Loach ha pronunciato durante la premiazione: “Il mondo in cui viviamo versa in gravi condizioni. Il proliferare dell’ideologia neo-liberista rischia di portarci alla catastrofe. La disperazione è pericolosa ma io voglio lanciare un messaggio di speranza: un altro mondo è possibile”.

Film basato su una pièce teatrale del 1990 del francese Jean-Luc Lagarce è invece Juste la fine du monde, di Xavier Dolan, che si aggiudica il Grand Prix di questa sessantanovesima edizione di Cannes. Canadese, ventisette anni e già premio della giuria nel 2014 con Mommy, Dolan è l’enfant prodige del cinema internazionale. Il cast del suo ultimo lungometraggio è ricco di nomi prestigiosi: Marion Cotillard, Lea Seydoux, Vincent Cassel e Gaspard Ulliel. “I personaggi dei miei film hanno tutti una caratteristica” dice il regista durante la premiazione “vivono con una costante paura. In un modo o nell’altro sono tutte persone ferite”.

Schermata 05-2457532 alle 11.50.04

Jaclyn Jose, migliore attrice per il film “Ma’ Rosa” di Brillante Mendoza

Da segnalare all’interno della giuria di questa edizione, presieduta da George Miller, anche la presenza della nostra Valeria Golino, oltre a quella di Kristen Dunst, Armaud Desplechin, Mads Mikkelsen, Laszo Nemes, Vanessa Paradis, Katayoon Shahabi e Donald Sutherland. Molta attenzione, nell’assegnare i premi, è stata rivolta alla valorizzare della multiculturalità che ha caratterizzato la mostra; gradita sorpresa in questo senso il premio come migliore attrice a Jaclyn Jose, prima filippina a vincere sulla croisette, a scapito di nomi molto più blasonati come quelli di Charlize Theron, Kristen Steward e la già nominata Marion Cotillard. L’attrice 52 enne, originaria di Città del Angeles, è la protagonista del film Ma’ Rosa di Brillante Mendoza, già premiato nel 2009 a Cannes con il film Kinatay.

Il premio per la migliore sceneggiatura è andato invece all’Iraniano Ashgar Farhadi, con il film Salesman: storia di una coppia che vive a Teheran, la cui relazione rischia di incrinarsi. Il protagonista maschile della pellicola, Shahab Housseini, si aggiudica il premio come migliore attore del festival.

Gli altri riconoscimenti sono andati alla regista franco marocchina Houda Benyamina, che con il suo Divines ha vinto il premio Camera d’or per la migliore opera prima, mentre l’ambito riconoscimento di miglior regista è stato condiviso ex aequo dal francese Oliver Assayas per Personal Shopper e dal rumeno Cristian Mungiu per Bacalaureat.

Vedi anche

Altri articoli