Karadzic, il “macellaio” di Srebrenica, condannato a 40 anni per genocidio

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L’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic è stato riconosciuto colpevole per crimini di guerra in connessione all’assedio di Sarajevo nel periodo della guerra degli anni Novanta

Radovan Karadzic è stato condannato a 40 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto responsabile del genocidio di Srebrenica, oltre che per crimini di guerra e contro l’umanità. Lo ha stabilito il Tribunale penale internazionale dell’Aja.

L’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic è stato riconosciuto colpevole per crimini di guerra in connessione all’assedio di Sarajevo nel periodo della guerra degli anni Novanta. Lo ha stabilito il giudice O-Gon Kwon. Il consiglio del tribunale ha precisato che nel caso dell’assedio di Sarajevo del 1992 – durato 44 mesi e con una stima di circa 10 mila vittime – c’è stata una forma di associazione a delinquere e che Karadzic, dato che ha avuto pieno controllo sull’esercito serbo bosniaco, è pienamente responsabile degli attacchi condotti con l’artiglieria e con i cecchini contro i cittadini di Sarajevo.

Il consiglio del tribunale ha accolto la tesi della difesa secondo cui alcuni massacri sono stati orchestrati dai vertici bosniaci musulmani per suscitare una reazione internazionale, ma che si è trattato di pochi casi che sono stati definiti “ininfluenti” rispetto alla decisione del tribunale.

Tra i numerosi commenti, anche il premier italiano Matteo Renzi ha espresso la propria soddisfazione su Twitter:

 

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