Juno, oggi l’incontro ravvicinato con il mostro del sistema solare: Giove

Spazio
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Il 4 luglio, la sonda spaziale della Nasa entrerà nell’orbita di Giove: avrà un anno e mezzo di tempo per studiare da vicino il misterioso gigante che domina il sistema solare

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Animati dallo stesso spirito pionieristico che porta l’Ulisse di Dante a varcare i confini del mondo, gli scienziati della Nasa attendono ansiosamente la festa dell’indipendenza. Oggi, 4 luglio, è infatti la data in cui la sonda Juno, dopo aver viaggiato nello spazio per cinque anni percorrendo 2,8 miliardi di chilometri, si lascerà catturare dall’orbita del più grande e cattivo gigante del sistema solare: Giove.

Oltre a essere enorme, Giove è anche “veloce”; per compiere una rotazione intorno al proprio asse il pianeta impiega solo 10 ore: questo contribuisce a generare un campo magnetico che si estende oltre l’orbita di Saturno. Se fosse visibile a occhio nudo dal nostro pianeta, la magnetosfera di Giove supererebbe le dimensioni della luna quando è piena. Per agganciarsi a questa enorme trottola impazzita, Juno utilizzerà la propulsione dei propri motori per 35 minuti, dopodiché verrà preso nell’orbita del gigante gassoso. Si calcola che la nostra sonda completerà 37 orbite intorno al pianeta, arrivando a compiere una rivoluzione intorno a Giove ogni 14 giorni. La sua impresa durerà venti mesi: la velocità massima raggiunta sarà quella di 206 mila chilometri orari e la distanza minima dalle nubi di Giove stimata in 5000 chilometri.

Schermata 07-2457571 alle 14.26.15Le finalità di questo straordinario viaggio sono molteplici; per prima cosa stimare quanta acqua ci sia sul pianeta. In base a questo dato si potrà capire meglio qualcosa sulla genesi di Giove: è nato all’interno della nube che ha originato il Sistema Solare, oppure è un corpo che proviene dall’esterno, e il cui “scivolamento” verso il nostro sistema planetario ha provocato enormi sconvolgimenti (come, per esempio, lo scambio di posizione tra Urano e Nettuno)?

Altri importanti risultati da portare a casa hanno a che fare con la composizione del pianeta: esiste davvero il nucleo roccioso ipotizzato dagli scienziati? E di che materiale è fatto? Quanto è grande la famosa macchia rossa, la leggendaria tempesta che affiora sulla superficie di Giove a mo’ di appariscente neo circolare? Cosa si nasconde sotto le nubi del gigante, nel profondo dell’atmosfera dove la pressione è ben 100 volte maggiore di quella terrestre?

Come detto, Juno non avrà molto tempo per rispondere a tutte queste domande: nel giro di un anno e mezzo le terribili radiazioni a cui verrà esposto lo renderanno inservibile e, se non dovesse cedere prima, all’inizio del 2018 comincerà volontariamente una sorta di “suicidio assistito”. Per sfruttare fino all’ultimo le sue risorse è stata infatti programmata una discesa negli inferi (il cuore di Giove) che vedrà la sonda gettarsi contro il pianeta per bruciarsi all’interno della sua atmosfera, carpendone, per quanto possibile, i segreti in maniera più ravvicinata possibile.

E tutto questo è possibile anche grazie a cervelli italiani: grazie al nostro contributo la sonda ci fornirà informazioni essenziali sia sulla gravita che sul nucleo del corpo celeste. Parte del merito va all’astrofisica Angioletta Corradini, scomparsa nel 2011, responsabile di alcuni strumenti essenziali per compiere tali rilevazioni. Inoltre a bordo di Juno viaggiano anche una placca che riporta la trascrizione di un manoscritto di Galileo Galilei e tre statuine di lego, ricoperte in alluminio, raffiguranti Galileo, Giove e sua moglie Giunone (Juno).

La sonda è provvista di una telecamera, che invia immagini a flusso continuo, e manda segnali radio verso il nostro pianeta che impiegano 9 minuti e 48 secondi per raggiungere la Terra. Quasi 10 minuti di ritardo rispetto al presente di Juno. Dieci minuti di trepidante attesa per capire se tutto procede secondo i piani stabiliti. Dieci minuti che segano una distanza abissale, rendendo, di fatto, ogni intervento di correzione dal nostro pianeta impossibile.

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