Jovanotti, 5 cose che forse non sapete del 50enne che pensa positivo

Musica
schermata-09-2457659-alle-16-15-30

Il cantante di Cortona compie oggi 50 anni, lo festeggiamo raccontandovi 5 aneddoti tra i meno conosciuti della sua lunga carriera

Joe Vanotti
È l’autunno del 1986 quando Lorenzo Cherubini, non ancora ventenne, decide che è il momento di fare un disco. Già abbastanza conosciuto come dj, poco tempo prima si è trasferito a Milano per lavorare con Claudio Cecchetto, scopritore di talenti e guru della nuova discografia italiana. “Ma non volevo fare il solito disco dove c’è un dj che canta  – dirà anni dopo – volevo una vera band che suonasse rap”. E una band ha bisogno di un nome collettivo: il primo che gli viene in mente è “I Giovanotti” , sullo stile delle formazioni beat anni ’60, come I Camaleonti. E siccome il Jovanotti di allora è lo stesso individuo volitivo e vitale di oggi, con entusiasmo e pieno di aspettative investe il milione e duecentomila lira che ha messo da parte per incidere un brano con un suo amico. Trova persino un produttore, che accetta di stampare il disco a due condizioni: deve andare avanti da solo e deve cambiare nome. “I Jovanotti’ diventa quindi il cacofonico “Joe Vanotti”. Ma siccome la fortuna aiuta gli audaci (e i volenterosi), un provvidenziale errore di stampa fa uscire dalla tipografia il nome Jovanotti. Quello che Lorenzo si rende conto essere il nome giusto, e con il quale dà alle stampe, tre anni più tardi, il suo album d’esordio, Jovanotti for President. “Un album allegro, grezzo e  vitale”, dichiarerà in seguito il cantante, “se oggi un ragazzo di 18 anni rifacesse un disco con quell’energia ripeterebbe il successo che ho avuto io”.

Una morte lenta e dolorosa
Non tutti all’epoca prendono in simpatia l’esuberante dj che si sta imponendo sulle scena; tra i tanti detrattori, le parole più severe vengono pronunciate da Michele Serra, allora critico per l’Unità, che prima augura al cantante un morta lenta e dolorosa, poi ha modo di precisare: “Jovanotti, idolo dell’estate danzerina, è pura lobotomia musicale. Dal demenziale alla demenza il salto non è di poco conto… si veste da scemo, canta in modo scemo canzoni sceme, incarna perfettamente quel giovanilismo da gelateria, superficiale e incolto, già santificato dal pubblico di Drive in, ridente per contratto… Di Jovanotti riesco solo a dire che è una delle più implacabili rappresentazioni dell’idiozia mai apparsa sotto il sole”.  Lorenzo incassa il colpo senza battere ciglio; più avanti nella sua carriera avrebbe commentato: “ai tempi quelle cose non mi ferivano. Anzi, un po’ mi inorgoglivano, perché consideravo quella precedente alla mia una generazione da affossare.”

KEXP live
KEXP è una stazione radio di stanza a Seattle, specializzata nel rock alternativo e indipendente, che spesso ospita prestigiosi live di artisti da tutto il mondo, trasmessi in streaming e reperibili, quasi tutti, su Youtube. E così, tra un live degli Wilco e uno di FKA twigs, nel gotha della musica mondiale è possibile trovare anche un concerto di Jovanotti, che da qualche anno vive a New York e non ha esitato a misurarsi con una realtà per alcuni versi distante dall’accomodante clamore con cui viene tradizionalmente accolto in patria. A giudicare dalla risposta del pubblico, i risultati sono stati più che positivi.

Paure
Ottimismo, entusiasmo, slancio vitalistico e anche una capacità invidiabile di fare buon viso a cattivo gioco: “di haters ne ho pochissimi in realta – ha dichiarato Jovanotti in una recente intervista – faccio la mia roba senza tenerne gran conto. In fin dei conti sono come le scuregge: fanno prima di tutto ridere e poi non lasciano troppe tracce”.

Ma c’è qualcosa di cui il “ragazzo fortunato” ha paura? “L’impotenza – confessa –  il senso di non poter fare nulla di fronte alla malattia di un altro, di fronte a un dolore e anche di fronte alle cose che non puoi controllare. Per esempio, io non mi sono mai drogato nella mia vita, perché quella cosa mi fa paura: la perdita di controllo”

Super Mario
Apertamente dichiaratosi un appassionato di cinema, Jovanotti ha spesso contribuito con le sue canzoni alle colonne sonore di film per il grande schermo: da Aprile di Nanni Moretti, fino alle collaborazioni con Gabriele Muccino, nel cui ultimo film, L’Estate Addosso, si è occupato delle musiche. Da ricordare anche la presenza di una sua canzone, Muoviti Muoviti, in una scena del film Parenti Serpenti di Mario Monicelli. Ma noi abbiamo ripescato un Lorenzo Cherubini d’annata, mentre ha a che fare con un altro Mario: quello dei videogiochi, in uno spot pubblicitario che ci porta indietro a fine anni ottanta.

Vedi anche

Altri articoli