Joan Cornellà, l’illustratore di humor nero che ha conquistato la rete

Fumetti
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Le tavole scorrette e irriverenti del disegnatore spagnolo trattano temi tabú per l’Occidente come la morte, la diversità e il sesso

Con 2milioni e 713mila fan su facebook, l’illustratore spagnolo Joan Cornellà è entrato a far parte, a furor di popolo, del gotha della cultura pop nell’era dei social network.
Classe 1981, nato a Barcellona, laureato in belle arti, il suo ultimo album illustrato Zonzo già oggetto di culto per fan che ne collezionano avidamente ogni opera, l’artista catalano è amato da moltissimi e odiato da altri; le sue illustrazioni, prive di qualsiasi dialogo e di solito non più lunghe di sei vignette, trattano temi tabù per la cultura occidentale, come la morte, l’estetica, il sesso, la diversità. E lo fanno senza il minimo riguardo verso qualsiasi canone di politically correct; “si tratta di umorismo dell’assurdo“, dice delle sue tavole il disegnatore, “non mi piacciono i lavori moralisti“.
E così Cornellà mette in scena un’orrorifica tasmutazione dei valori, che cattura il nostro sguardo perché porta alle estreme conseguenze principi distorti e disumani, le cui tracce sono effettivamente presenti nel mondo capitalistico occidentale: costumi e abitudini di una versione deteriorata della nostra società vengono rappresentati senza alcun pudore, in una sorta di estremizzazione che svela striscianti e spaventosi sottotesti. E se alcuni non potranno fare a meno di udire una macabra profezia echeggiare nelle illustrazioni del disegnatore, per altri questo mondo grottesco potrebbe risultare terribilmente familiare.
Nella perdita di definizione dei valori c’è anche un perdita dei confini, una fusione di materia, smembramenti e riassemblamenti casuali di corpi, ricomposizioni chirurgiche e bestiali; il tutto tratteggiato con uno stile bambinesco e formalmente composto, da illustrazione pubblicitaria anni 50: personaggi con sorrisi eterni, anche mentre muoiono, come a ricordare che il sostrato immutabile dell’apparenza, che invece di coprire dà un tono ancora più grottesco al reale, sia l’unica cosa che la nostra società tende a salvaguardare.
Nelle tavole di Cornellà viene messa alla berlina la paura della morte, che l’Occidente non sa fronteggiare e tende a rimuovere: “La morte è qualcosa che non sappiamo affrontare e quando ci sorprende possiamo solo ridere o piangere”  ha dichiarato l’illustratore spagnolo. E guardando le sue tavole si ha l’impressione che su questa incapacità di accettare ciò che gli è più proprio, l’uomo abbia edificato un rimedio (un mondo) che è di gran lunga più spaventoso del male da cui vuole scappare.

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