Jet russo abbattuto, Mosca: pronti a distruggere qualsiasi minaccia

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epa04510965 Russian President Vladimir Putin and his Turkish counterpart Recep Tayyip Erdogan (not pictured) deliver a news conference after their meeting in the new presidential palace outside Ankara, Turkey, 01 December 2014. Putin and Erdogan began a meeting in Ankara to discuss their often opposing views on the crisis in Syria, the Islamic State threat and gas supplies to Turkey. Russia agreed to send more gas to Turkey and charge 6 per cent less for the energy, starting in January. Putin is on a one-day official visit to Turkey.  EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV / RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Non si placa la tensione tra Russia e Turchia. Erdogan: “Pezzi di aereo nel nostro territorio”. Putin: “La prossima volta risponderemo”

Non si placa e anzi continua a salire la tensione tra Russia e Turchia dopo l’abbattimento del bombardiere Su-24 al confine con la Siria. E mentre Tayyip Erdogan ribadisce il diritto della Turchia a difendere i propri cieli, rivelando che alcuni pezzi del velivolo sono caduti all’interno del territorio di Ankara, Vladimir Putin, che aveva già parlato di “pugnalata alle spalle da parte degli amici dei terroristi”, sbotta ancora: “Dopo quello che è successo non possiamo escludere qualche altro incidente, e se succederà dovremo reagire in un modo o nell’altro”.

Intanto la Russia comincia a organizzarsi sul campo. Il ministero della Difesa russo ha già messo in atto una serie di misure. In particolare nelle acque vicino alla base di Latakia si trova l’incrociatore Moskva, “pronto a distruggere qualsiasi bersaglio aereo, che rappresenti una potenziale minaccia per i nostri aerei”, ha detto il capo del ministero della Difesa, generale dell’esercito Sergei Shoigu.

Nella base aerea russa in Siria verrà dislocato anche il sistema missilistico antiaereo S-400. In Siria sarà inviata un’altra batteria di S-300, in base a quanto aggiunto dallo stesso Putin. “Mi auguro che questa, così come altre misure che prenderemo, sarà sufficiente a garantire la sicurezza di volo”, ha aggiunto il leader del Cremlino. Shoigu ha inoltre confermato che qualsiasi contatto militare con la Turchia verrà sospeso.

Prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche il primo ministro di Ankara Ahmet Davutoglu: “La Russia è nostra amica e nostra vicina. Abbiamo fornito alle autorità russe le informazioni necessarie sul jet abbattuto, non vogliamo un’ulteriore escalation. I canali di comunicazione restano aperti”.

Quanto alla sorte dei piloti, Mosca conferma la morte di uno dei due, ucciso da uomini armati a terra in territorio siriano. Il secondo pilota, per fortuna, è sopravvissuto ed è in salvo. Il Ministero della Difesa ha anche confermato la morte di un altro uomo. Era a bordo dell’elicottero Mi-8 che partecipava alla operazione di ricerca dei piloti.

Di questo e di una strategia militare comune contro l’Isis parleranno domani a Mosca il presidente Putin e il suo omologo francese François Hollande. Al centro della discussione ci sarà sicuramente il nodo Assad. Da Washington Obama e lo stesso Hollande avevano lanciato un messaggio diretto a Mosca: fermi il sostegno al regime di Damasco, smetta di combattere gli oppositori interni anti Assad e concentri i suoi sforzi nel lavoro di coalizione che ha un unico obiettivo: la distruzione dell’Isis.

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