Jackson Pollock, 60 anni fa moriva il padre dell’espressionismo astratto

Arte
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Uno dei pittori più famosi del ‘900, con il suo “action painting’ ha rivoluzionato l’arte del XX secolo

Muore 60 anni fa, l’11 agosto del 1956, uno degli ultimi pittori canonizzati tra i miti dell’arte di ogni tempo, Jackson Pollock. Irregolare e tumultuoso come le sue opere, l’artista americano conduce una vita di eccessi, in preda all’alcol sin da giovanissimo e ben presto in cura da uno psicanalista junghiano; la sua indole lo porta a una formazione artistica poco canonica, influenzata dai disegni di sabbia dei Nativi Americani e dai muralisti messicani: tutte suggestioni che lo spingono a elaborare una personale via alla pittura.
La grande intuizione di Pollock è quella di portare alle estreme conseguenze quel percorso di messa in discussione dell’IO, che subisce una violenta accelerazione con la seconda guerra mondiale. Nel suo modo di dipingere, che nel’ 47 si perfeziona nella tecnica del “dripping” (Sgocciolamento), prende piede una componente che rimanda allo sciamanesimo: la tela è posta sul terreno mentre il pittore, letteralmente, gli danza intorno lasciando colare vernice e corpi solidi sopra di essa. Quello che si ottiene è la traccia di un evento: le dinamiche e le traiettorie di forze che si sono condensate sulla tela sotto forma di impronte stratificate. L’uomo e il suo gesto sono parte dell’opera, anch’essi contenuti nella traccia lasciata nel dipinto: la forma è totalmente superata in un’espressione che rimanda a un primitivismo innovativo, ottenuto tramite il famoso “action panting”(la pittura d’azione).

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Il famoso dipinto “No.5″, realizzato da Pollock nel 1948

Impossibile non vedere nell’opera del pittore americano il portato degli insegnamenti surrealisti e di Picasso; lo stesso percorso di destrutturazione e decentramento dei canoni acquisiti muove infatti Pollock: “I miei quadri non hanno un centro” ebbe a dire l’artista in una delle sue affermazioni rimaste più celebri.
Dichiaratosi sempre in preda a una specie di trance durante la lavorazione di un’opera, guidato dall’inconscio e dal “dipinto stesso” in una specie di automatismo magico, la sua grandezza non viene compresa immediatamente: all’epoca sono in molti a ravvisare nel suo stile la predominanza di una componente caotica che ne inficerebbe il valore. Ma, inesorabilmente, la sua cifra stilistica si fa strada fino a renderlo uno dei più celebrati pittori della sua generazione. Per colpa dell’alcol, rimarrà ucciso in un incidente stradale a 2 chilometri da casa (a soli 44 anni): nell’impatto perderà la vita una delle due donne che viaggiano con lui. Ad oggi le sue opere sono valutate centinaia di milioni di euro.

 

 

 

 

 

 

 

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