Ius soli: il testo slitta a settembre, ma nessuno spazio per le modifiche

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La foto d'archivio del 12 maggio 2017 mostra il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante la riunione dei Presidenti dell'Assemblea  parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo (Ap-UpM) presso l'aula del Senato a Roma. ANSA/CLAUDIO PERI

Il presidente del Pd Matteo Orfini chiarisce che non si tratta di cambiare il ddl, ma di creare le condizioni politiche per approvarlo così com’è

Sullo Ius soli è arrivata la frenata che tanto si temeva. Sono di ieri le dichiarazioni del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, preso atto definitivamente che in aula attualmente non ci sono i numeri per far passare il testo. Non prima della pausa estiva, almeno. Poi “l’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”.

All’attacco, dalle pagine di Repubblica, il leader di Mdp Roberto Speranza, secondo il quale “il Pd sembra ormai inseguire la destra. Il governo quando ha voluto ha sempre trovato i voti. Sullo Ius soli bisogna andare avanti, si può fare. Il Pd sta semplicemente cedendo alla destra e alla sua propaganda”.

Ma il problema è chiaro, si tratta di numeri. Lo spiega Ettore Rosato in un’intervista al Corriere della Sera. La retromarcia è dei centristi che hanno in sostanza fatto saltare la legge in Senato dopo averla approvata alla Camera. Si tratta, secondo il capogruppo dem a Montecitorio di “speculazione politica, alla quale purtroppo anche Ap si è piegata“.

“La sensazione – aggiunge Rosato – che più si avvicinano le elezioni, più Mpd e Ap cercheranno di differenziarsi, per rendere più facile la caccia a quel 3% di voti che con la legge vigente li farebbe entrare in Parlamento”. “Non posso negare”, avverte, che sara’ dura per il governo, “vedo una legge di Bilancio difficile all’orizzonte”.

Sul tema interviene anche Matteo Orfini su Facebook; il presidente del Pd chiarisce che non si tratta di modificare il testo a settembre, ma di creare le condizioni politiche per approvarlo così com’è. “Gentiloni ha detto una cosa diversa e a quella sto: va approvata e va approvata dopo l’estate, costruendo le condizioni per farlo. Lavoro che a questo punto spetta al presidente del Consiglio fare e che sono certo farà con la abituale saggezza”.


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