Italicum si, Italicum no. La terra dei Grilli

M5S
Beppe Grillo durante la conferenza stampa al Senato sul Reddito di cittadinanza. Roma 09 settembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Dopo aver gridato al golpe per la nuova legge elettorale i 5 Stelle ora intimano: “Non si tocca”. Ma presentano ricorsi. Schizofrenia? Si, da sondaggio

“Hanno paura di vincere”, “temono l’effetto Parma”,  “eccovi la clausola anti M5S”.  La narrazione grillina sul sacro blog che riguarda la proposta di legge presentata dal deputato dem Giuseppe Lauricella per eliminare il ballottaggio ha scatenato il consueto repertorio pentastellato.  Una proposta che lo stesso Lauricella definisce “a titolo personale” e garantirebbe il premio di maggioranza nel caso in cui una coalizione – e non una lista, come prevede l’Italicum – superi il 40% dei consensi.

Prima la pubblicazione del post in cui viene spiegato che “l’unico obbiettivo del Pd è impedire al M5S di andare al governo, e lo fa come i bari, cambiando la legge elettorale. Metteranno il premio di coalizione al posto di quello di lista? E se il M5S continua a crescere e il Pd a sprofondare e supera la coalizione cosa si inventano?”.  Poi parte il tweet velonoso come da copione con il sondaggio del giorno: “Ma il Pd ha paura o è proprio terrorizzato?”: e insieme un video Emg per il TgLa7 che registra per la prima volta la vittoria dei 5 Stelle in un eventuale ballottaggio con il Pd.

Poco importa se Ettore Rosato, capogruppo dem alla Camera, abbia detto senza tentennamenti : “Lauricella stai sereno, per me la legge elettorale non si cambia, va benissimo così: chi vince, governa. E’ un sistema molto democratico. Non condivido questo suo pensiero per me la legge va bene così, con il ballottaggio e tutto il resto. Noi siamo convinti di vincere anche ora e con questa riforma”

E così in un balletto sincronizzato parte il tam tam  di attacco e seguono a ruota gli altri. Roberto Fico che accusa: “Cambiano le regole per paura di perdere”. Luigi Di Maio che rincara la dose: “Lauricella fa il lavoro sporco ma il mandante è Palazzo Chigi”. E via ancora con i vari Crimi, Morra eccetera fino a tutto il circuito militarizzato dell’ inquisizione grillina che corre sul web, dove il testo viene riprodotto e condiviso.

E’ bene, allora, rinfrescare la memoria (assai corta) dei pentastellati che dimenticano ( o non vogliono ricordare) quando il M5s diceva che l’Italicum era “una legge vergogna” oppure “un orrenda schifezza” o, tra le varianti sul tema, “carta igienica”. Tanto da chiedere nelle sedi istituzionali al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tramite la dichiarazione finale di Danilo Toninelli “di non firmare, perché l’Italicum porta con sé gli stessi principi di incostituzionalità che portava con sé il Porcellum”.

Tanto che Matteo Renzi durante l’assemblea con i parlamentari dem non aveva usato mezzi termini: “I 5 stelle fanno ridere, perché ora difendono l’Italicum che hanno sempre attaccato”.

In effetti sempre nell’ottica di chiarire le cose , lo stesso Lauricella parlando con i deputati grillini Alessandro Di Battista e Alfonso Bonafede aveva domandato, visibilmente stupito, come mai venisse attaccato per lo stesso motivo per cui Toninelli gli aveva dato ragione in aula.

A comprovare l’accaduto c’è il resoconto della seduta d’aula del 19 gennaio. Quando Lauricella presenta un emendamento per introdurre in Costituzione una norma per   assegnare il premio di maggioranza in un turno unico di votazione. E mentre il Pd vota contro, indovinate chi vota a favore? Sempre il M5S.

I cambi repentini in casa Grillo hanno un’unica spiegazione: i sondaggi. Tanto che sull’Italicum i grillini dicono una cosa ma di fatto ne sostengono un’altra. E ora Toninelli ha persino firmato un ricorso contro l’Italicum.,  “l’uomo delle riforme”  del M5S ha annunciato che venerdì sarà a Milano per depositarlo insieme agli avvocati che lo hanno redatto.

Eppure, nonostante le parole, non ci sono barricate o particolari scene di ribellione. Nessuno che sale sul tetto e nemmeno un assalto ai banchi della presidenza. L’Italicum, in base ai sondaggi, può favorire l’ascesa del movimento di Grillo e l’attacco è solo un gioco di specchi che il M5S usa per non perdere la faccia.

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