Italicum, Renzi dal G7: “Non si discute, elimina il rischio inciuci”

Riforme
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi parla con il presidente americano Barack Obama a margine della cena ufficiale durante il summit del G7 in Giappone, 26 maggio 2016.  ANSA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

La minoranza chiede modifiche al testo della legge elettorale approvata ma il premier segretario ribadisce la linea

“Qui c’è un mondo che discute di un voto in Austria in cui per un soffio non vince l’altra destra. C’e’ una discussione aperta in America sul rapporto tra populismo e riforme e anche tra una sinistra più pragmatica e una più ideologica. A fronte di questo c’e’ un centrosinistra che sta approvando le riforme che si attendevano da anni. Il fatto che si discuta di come eleggere i senatori, è una cosa che mi fa pensare. L’Italicum non si discute. C’è la certezza per chi arriva primo di poter governare. E’ una legge fondamentale nel rapporto tra politici e persone perchè si elimina il rischio di inciuci permanente”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, al termine del G7 replicando di fatto a quanto detto ieri da Bersani e da altri esponenti della sinistra Pd.

La minoranza chiede modifiche al testo della legge elettorale approvata ma il premier segretario chiarisce che “non c’è collegamento tra legge elettorale e riforme: chi vuole votare no, voti no. Ha tutto il diritto di farlo, nessuno lo impedisce. Ma il sì o il no al referendum dipende dalla riforma istituzionale”.

Inoltre Renzi aggiunge: “Si capisce che non piace a chi preferisce gli accordi personali al voto legittimamente espresso dai cittadini. Se la riforma avrà il referendum volentieri lasceremo al Parlamento, subito dopo la riforma, la modalità di designazione dei senatori”.

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