Italicum, provocazione M5S: sì al proporzionale puro. Pd al lavoro sulle mozioni

Legge elettorale
Aula della Camera con diversi banchi vuoti durante il voto finale sulla riforma della legge elettorale, Roma, 4 maggio 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Dai grillini una mossa dal sapore di Prima Repubblica. Domani si vota la mozione si Sel-SI, Ap chiede mozione unitaria di maggioranza. Attesa per l’assemblea dem di stasera

“Secondo noi deve essere adottato un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole in quanto, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando frantumazioni e scissioni”. E’ quanto si legge nella mozione del M5S sull’Italicum, che per i grillini “va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale”. Il modello proposto dal M5S prevede anche “modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”.

Un ritorno al proporzionale puro, quindi, in stile prima Repubblica, per sparigliare ulteriormente le carte in vista del voto previsto domani a Montecitorio sulla mozione di Sel-Sinistra Italiana che impegna il Parlamento a modificare l’Italicum. Il ritorno della legge elettorale in Aula segna di fatto l’inizio di una nuova discussione sulla riforma, dopo che ieri la Consulta ha liberato il campo da condizionamenti esterni che avrebbero finito per determinare in maniera decisiva l’intero dibattito. “Sentito il collegio”, infatti, il presidente della Corte Paolo Grossi ha comunicato che la sentenza sulla costituzionalità dell’Itualicum è slittata a data da destinarsi così come l’udienza inizialmente prevista per il 4 ottobre.

La partita, almeno per questa fase, si giocherà tutta nelle aule parlamentari. Nel Partito Democratico, in particolare, il confronto è fitto, dopo che nei giorni scorsi Matteo Renzi ha deciso di aprire a possibilità di modifica come chiesto a gran voce dalla minoranza, che ha legato il superamento dell’Italicum al voto favorevole al referendum sulle riforme costituzionali. Stasera il gruppo del Pd alla Camera tornerà a riunirsi per capire se ci sono le condizioni perché i dem possano presentare una mozione unitaria in vista del dibattito di domani.

Difficile, al momento, che questa ipotesi vada in porto anche se i pontieri sono al lavoro e la strada, anche se stretta, è ancora aperta. Secondo il gruppo Pd, infatti, la mozione di Si-Sel è “sbagliata” perché si sostituisce al giudizio della Consulta. La sinistra dem voterà contro tutte le mozioni, puntando alla presentazione di una proposta Pd, come vanno chiedendo sia Roberto Speranza che Gianni Cuperlo. E Pier Luigi Bersani si aspetta “dal governo” un’iniziativa “per evitare che i senatori nuovi vengano fatti a tavolino, che con il 25% uno pigli tutto e che i deputati vengano nominati non si sa da chi”.

Di mozioni a Montecitorio ne stanno arrivando una dopo l’altra. Oltre a quella presentata da tempo da Sel-Sinistra Italiana, è arrivata, come detto, quella dei Cinque Stelle. Area Popolare, inoltre, vorrebbe una mozione unitaria della maggioranza. “Ci lavoreremo tra oggi e domani – ha spiegato il capogruppo Maurizio Lupi – se ciò non dovesse realizzarsi Ap è orientata presentare una propria mozione a Montecitorio”.

La proposta dei grillini, che chiedono di mandare in soffitta l’Italicum per svoltare verso un proporzionale puro con preferenze, ha incontrato l’immediata replica, decisamente contraria, dei parlamentari dem. Il senatore Giorgio Tonini, membro della segreteria Pd, affida a Twitter il suo commento:

Secondo Andrea Marcucci, la mossa del M5S è solo “tanto rumore per nulla” e dietro ad essa si cela la volontà di un “ritorno alla Prima Repubblica”

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