Italiano rapito nelle Filippine da 7 uomini armati

Terrorismo
Rolando Del Torchio all'interno del suo caffe'-pizzeria a Dipolog City nelle Filippine, in un'immagine pubblicata su Tripadvisor. Roma, 7 ottobre 2015. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

C’è l’ombra dell’Isis sul sequestro di un ristoratore italiano portato via dal suo locale.

Potrebbe essere stato l’Isis il responsabile del sequestro di un italiano nelle Filippine. Si tratta di Rolando Del Torchio, ex sacerdote-missionario, rapito nel proprio ristorante a Dipolog, dove il gruppo terrorista di Abu Sayyaf fa frequenti incursioni, un gruppo affiliato allo Stato islamico.

Il 56enne, che nel 1996 aveva lasciato la tonaca, secondo quanto riferisce la stampa locale, è stato sequestrato da 6-7 uomini che si erano finti clienti del locale.

I rapitori, ha riferito il capitano Roy Trinidad, portavoce militare, “sono stati avvistati mentre lo trasferivano su una barca a motore diretta verso la città di Manukan”.

La Farnesina ha fatto sapere che l’Ambasciata italiana nelle Filippine ha confermato il sequestro, aggiungendo di aver attivato tutti gli opportuni canali.

Originario della città lombarda di Angera, Del Torchio fu ordinato prete nel 1984 e quattro anni dopo assegnato a Sibuco, città a maggioranza islamica nella provincia meridionale di Zamboanga del Norte. Li’ rimase fino al 1996 quando chiese di essere dispensato. Si era quindi trasferito a Dipolog e aveva cominciato a lavorare per una Ong impegnata ad aiutare gli agricoltori.

Del Torchio è il quarto straniero a essere rapito nella regione nelle ultime due settimane; prima di lui la stessa sorte era capitata ai canadesi John Ridsdel e Robert Hall e al norvegese Kjartan Sekkingstad.

 

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