Italiano ostaggio in Siria da sette mesi: “Salvatemi dall’esecuzione”

Siria
Sergio Zanotti, ostaggio in Siria, in un frame del video mentre chiede l'intervento del governo italiano per evitare una sua "eventuale esecuzione", 29 novembre 2016. ANSA / FRAME VIDEO NEWSFRONT

Online il video di Sergio Zanotti, in ginocchio con un mitra puntato alle spalle: “Prego il governo italiano di intervenire”. La Farnesina conferma

Mi chiamo Sergio Zanotti e da sette mesi sono prigioniero qui in Siria. Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione“. A pronunciare queste parole in un video è Sergio Zanotti, originario di Brescia, da 7 mesi prigioniero in Siria.

Il video girato all’aperto mostra Zanotti in ginocchio con un cartello che sembra portare la data del 15 novembre, alle sue spalle un uomo vestito di nero e con il volto coperto, che gli tiene puntato contro un fucile mitragliatore.

Il video – secondo quanto accertato finora da investigatori italiani – gira sul web da circa una settimana e non sembra “univoco”, dal momento che l’italiano, per quanto con la barba lunga, non appare nelle immagini particolarmente provato dai presunti sette mesi di prigionia. Gli investigatori, che stanno ricostruendo i movimenti dell’uomo, avrebbero accertato che effettivamente alcuni mesi fa Zanotti è partito dall’Italia per la Turchia, dove si sono perse le sue tracce.

Quello di Sergio Zanotti, è considerato un “sequestro anomalo” . Secondo quanto riferiscono all’ANSA fonti investigative, l’anomalia sta nel fatto che “nessuno ha denunciato la scomparsa dell’uomo e che al momento non c’è richiesta di riscatto”.

La Farnesina ha riferito che l’Unità di Crisi è a conoscenza del video da diversi giorni ed in è contatto con i famigliari di Zanotti, l’ex moglie e le figlie. Il ministero degli Esteri ha aggiunto che il caso è seguito con tutte le autorità competenti.

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