Italia senza respiro, serve una svolta

Ambiente
Smog a Torino, 9 dicembre 2015. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Allerta nelle grandi città: superati i 35 giorni di sforamento. Serve una politica più incisiva, specie in pianura Padana: efficienza energetica a tutti i livelli e trasporti “verdi” i primi punti

Da un lato la Cop21 di Parigi per limitare le emissioni di gas serra (anidride carbonica, metano) e il surriscaldamento dell’atmosfera; dall’altro le notizie sull’inquinamento atmosferico (ozono, polveri sottili) nella Pianura padana ed in molte aree urbane con superamenti dei limiti di legge che si protraggono da oltre un mese anche a causa dell’assenza di piogge e di vento:è allerta nelle grandi città: Milano, Torino, Roma e Napoli che dall’inizio dell’anno hanno più che superato il limite stabilito dalla legge di 35 giorni all’anno con concentrazioni di polveri sottili. Ma sembra essere Frosinone, ad oggi, a detenere lo scettro del maggior numero di giorni (101) con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili Pm10. Cambiamenti climatici e inquinamento atmosferico sono due temi legati tra loro che meritano una profonda riflessione. Due facce della stessa medaglia anche se con conseguenze diverse: i gas serra scaldano l’atmosfera, fanno sciogliere i ghiacciai e alterano il clima con conseguenze ambientali, sociali ed economiche immense; ossidi di azoto, ozono e polveri sottili inquinano l’atmosfera che respiriamo con danni alla salute elevatissimi e danni ambientali ed economici enormi. L’inquinamento atmosferico è il problema centrale di questa fase storica, quello con conseguenze più gravi e quello per cui si è fatto meno in questi anni in termini di politiche globali, nazionali e locali. Occorre, quindi, un’agenda concreta e tempestiva di azioni da intraprendere a scala locale e globale, e l’accordo di Parigi traccia una strada, per contrastare inquinamento e mutamenti climatici.

 

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