Istat, segnali incoraggianti. Più 341mila posti di lavoro stabile

Lavoro
10/11/2011 Roma, nella foto l'edificio che ospita l'Istituto Nazionale di Statistica

L’Istituto di ricerca fotografa un miglioramento dei livelli occupazionali con una costante richiesta di domanda di lavoro mentre scende la disoccupazione

Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, l’economia italiana è cresciuta a un ritmo lievemente superiore a quello registrato nella seconda metà dello scorso anno. L’aumento del Pil, pari allo 0,3% su base congiunturale e all’1% in termini tendenziali, si caratterizza con un crescente utilizzo di lavoro: le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,5% sul trimestre precedente e del 2,1% su base annua. Tale aumento coinvolge tutti i principali settori economici, ad eccezione delle costruzioni.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre l’occupazione complessiva cresce lievemente rispetto al trimestre precedente ma con dinamiche notevolmente differenziate tra le diverse tipologie occupazionali: il consistente aumento dei dipendenti a tempo indeterminato è bilanciato dal calo dei dipendenti a termine e dalla stabilità degli indipendenti. Divaricazioni si osservano anche in relazione alle dinamiche degli occupati per classe di età, con un aumento per i 50-64enni a fronte di lievi diminuzioni per i 15-34enni e per i 35-49enni.

Le tendenze più recenti registrano un miglioramento dei livelli occupazionali, con una crescita complessiva degli occupati per il secondo mese consecutivo di circa 242 mila occupati su base annua, con un contributo decisivo dell’occupazione dipendente a tempo indeterminato (+341 mila), a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti, concentrato tra i collaboratori e gli autonomi senza dipendenti.

L’incremento è maggiore per il lavoro a tempo parziale, soprattutto quello di tipo volontario, ma prosegue anche la risalita del tempo pieno. Inoltre, su base annua l’occupazione aumenta in particolare per gli uomini, nelle regioni settentrionali, per gli over 50, per i laureati e per gli stranieri. Un aspetto significativo delle dinamiche recenti del mercato del lavoro è costituito dal calo, sia congiunturale sia tendenziale, degli inattivi (sia in termini assoluti sia di incidenza), mentre il tasso di disoccupazione è invariato rispetto al trimestre precedente e diminuisce di quasi 1 punto percentuale rispetto ai primi tre mesi del 2015, con un calo tendenziale di 127 mila disoccupati di lunga durata.

Inoltre, cresce il flusso dalla disoccupazione verso l’occupazione, unicamente verso la componente a tempo indeterminato. Tuttavia, l’incremento dei passaggi da disoccupazione a occupazione aumenta soltanto per gli uomini e i giovani 15-34enni, ed e’ maggiore tra i residenti nel Centro-nord e tra i laureati.

Dal lato delle imprese si rafforzano ed estendono i segnali di crescita della domanda di lavoro, con un significativo aumento sia delle posizioni lavorative dipendenti sia delle ore lavorate per dipendente, anche per la consistente riduzione del ricorso alla Cassa integrazione. La crescita dell’occupazione tende a diffondersi progressivamente a tutti i settori di attività economica, con una maggiore intensità in quello dei servizi.

Per quanto riguarda il costo del lavoro, continuano a diminuire gli oneri sociali, per effetto della consistente riduzione contributiva associata alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.

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