Sorpresa, l’Istat dice che gli italiani sono più ottimisti

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Uno studio riferito al 2014 : cresce anche la percezione della sicurezza

Nel 2014 è cresciuto l’ottimismo degli italiani nei confronti del futuro, ma rimane stabile il numero degli italiani soddisfatti per la propria vita.

Lo afferma l’Istat, che ha presentato oggi il rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile.

Dal 24% di persone sopra i 14 anni che nel 2013 ritenevano che la propria situazione sarebbe migliorata nei 5 anni successivi si è passati al 27% nel 2014. “L’ottimismo per il futuro – ha sottolineato Linda Laura Sabbatini, che dirige il dipartimento per le politiche Sociali dell’Istat – cresce soprattutto per il segmento giovanile, nonostante siano proprio i giovani in soggetti più colpiti dalla crisi”.

Nonostante l’ottimismo aumentato gli italiani sono ancora cauti nel dirsi soddisfatti della propria vita. L’indice di soddisfazione aveva avuto un forte crollo nel 2012, quando e’ sceso da 100 a 89,1, ma risulta invece stabile da due anni ad 89.

Nel 2014 torna ad aumentare anche la percezione della sicurezza in Italia, dopo anni di calo, ma rimane lontana dagli anni pre-crisi e con una tendenza che potrebbe invertirsi già da quest’anno. “L’Italia è il paese europeo con il minor tasso di omicidi in Europa – ha affermato Sabbatini – e i crimini violenti non sono cresciuti durante la crisi, segno che il tessuto sociale del paese ha tenuto, e che non si sono evidenziati elementi di disgregazione sociale. In generale la percezione della sicurezza dà segnali positivi nel 2014, ma bisogna vedere quanto questa tendenza si consolidi, visto che dai primi dati del 2015 vediamo già un peggioramento”.

L’indice composito di sicurezza, che tiene conto di tutti in tipi di crimini e dell’aspetto psicologico, era 100 nel 2010, e’ scesa a 92,2 nel 2013 per migliorare fino a 93,1 nel 2014. Stabile, invece, è il numero delle rapine nel 2014 rispetto all’anno precedente, leggermente in rialzo i borseggi, mentre il tasso di omicidi continua a calare.

Per quanto riguarda la partecipazione politica (parlare, informarsi, partecipare on line) l’indicatore ha subito un calo significativo, soprattutto nel Centro-Nord e tra i più giovani.

Nello specifico diminuisce la quota di giovani dai 14 anni che parla di politica (dal 48,9% al 42,9%) e si informa di politica (dal 64,3% al 62%) almeno una volta a settimana; rimane stabile, invece, la partecipazione politica attraverso il web: la percentuale di persone di 14 anni e più che leggono o postano opinioni sul web è il 12,1% nel 2014.

Le differenze territoriali continuano ad essere particolarmente marcate a svantaggio del Mezzogiorno.
In questa area geografica le reti sociali appaiono più deboli rispetto al resto del Paese sia nella componente del volontariato (13,2% di persone che hanno svolto attività gratuita nel volontariato nel Nord contro 6,5% nel Mezzogiorno) sia nelle reti di aiuto familiari (83,4% di persone che hanno parenti, amici o vicini su cui contare nel Nord contro 78,5% nel Mezzogiorno).

L’indice composito per le relazioni sociali (indicatori relativi a: soddisfazione per le relazioni familiari e amicali, persone su cui contare, partecipazione sociale, partecipazione civica e politica, attivita’ di volontariato, finanziamento delle associazioni e fiducia generalizzata) registra un peggioramento tra il 2010 e il 2013, passando da 100 a 97,5, e una leggera ripresa nel 2014 (98,9).

La ripresa e’ in tutte le zone del Paese, anche se e’ stata piu’ forte nelle regioni del Centro.

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