Istat e Bce alzano la stima di crescita. Renzi: “Basta dittatura dello zero virgola”

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Sia Bruxelles sia l’Istat danno il loro via libera alle previsioni delineate dal ministro Padoan per il 2015 e il 2016

La Commissione europea alza le stime di crescita per l’Italia e migliora le previsioni per l’occupazione. Anche l’Istat è più ottimista su Pil e lavoro ma avverte che “il quadro previsivo delineato è soggetto a rischi al ribasso, connessi a un eventuale più pronunciato rallentamento del commercio internazionale e all’impatto delle clausole di salvaguardia nel 2017″.

In parole semplici, sia Bruxelles sia l’istituto di Statistica danno il loro via libera alle previsioni delineate dal ministro Padoan per il 2015 e il 2016. Insomma la manovra finanziaria viene promossa. Stime che soddisfano il premier Matteo Renziche su facebook scrive: “Si moltiplicano giorno dopo giorno i dati positivi sulla nostra economia. Oggi lo dice l’Istat, e anche in Europa la musica nei nostri confronti sta cambiando. Crescita più forte del previsto, ripartono i consumi, e – attenzione – nelle previsioni cala la curva del debito. Più lavoro e più fiducia, le riforme funzionano. Ripeto: non sono semplici numeri”. Il premier aggiunge: “Sono persone, storie, famiglie. E’ il senso di un Paese che si rimette in moto, che ritrova il gusto di avere ambizioni, di guardare al futuro. In un contesto europeo non esaltante, per usare un eufemismo, siamo quelli che hanno rialzato la testa, che ci provano. Non basta, non ci accontentiamo. Ma che stia finendo la dittatura dello zero virgola, non è un successo per il Governo, è un traguardo per l’Italia. Siamo tornati, finalmente”

In particolare l’Ue, nelle “previsioni economiche di autunno”, stima un Pil per quest’anno in aumento dello 0,9%, e dell’1,5% nel 2016. La previsione sull’Italiaè più positiva rispetto a quella di sei mesi fa (+0,6% nel 2015 e +1,4% nel 2016) e leggermente inferiore rispetto a quella del governo, secondo il quale il Pil crescerà dell’1,6% nel 2016.

La disoccupazione nel nostro Paese scenderà sotto il 12% nel 2016: secondo la Commissione europea, il dato sarà pari al 12,2% nel 2015 per calare all’11,8% l’anno prossimo. La stima precedente, del maggio scorso, era del 12,4% in entrambi i casi. Più cauta sul deficit: si avrà nel 2016 un rapporto deficit/Pil pari al 2,3% (stima, più alta rispetto alla precedente di sei mesi fa, 2%). Per quest’anno il deficit e’ confermato al 2,6% del Pil, per l’anno prossimo scenderà “solo leggermente”, e solo nel 2017 registrerà, a politiche economiche invariate, una flessione più marcata all’1,6%.

Dopo mesi di “ottimismo con cautela” ora “sembra davvero che stiamo uscendo dalla crisi” economica e quindi “la ripresa è una prospettiva concreta”, commenta Sergio Mattarella.

L’Istat prevede nel 2015 una crescita del prodotto interno lordo italiano pari allo 0,9% in termini reali (rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto a maggio), cui seguirà un aumento dell’1,4% nel 2016 e nel 2017. Inoltre con il miglioramento dell’attivita’ economica, l’occupazione continuera’ a crescere per tutto il periodo di previsione, proseguendo la tendenza favorevole osservata dall’inizio dell’anno. Anche Confindustria vede rosa e sottolinea che l’industria manifatturiera italiana “ha cominciato a risalire la china” anche se il passo e’ “ancora lento e assai disomogeneo tra i suoi comparti”.

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