Istat: crescita a ritmi moderati, bene l’occupazione stabile

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Pubblicata la Nota mensile dell’Istat che stima il Pil con +0,1% nel primo trimestre

L’economia italiana riprende a ritmi moderati anche nel primo trimestre del 2016. E’ quanto emerge dalla Nota mensile dell’Istat, nonostante il quadro di indebolimento generalizzato della ripresa globale.

I settori da cui provengono i dati più positivi sono quelli dei servizi e delle costruzioni, a fronte di una dinamica meno favorevole nell’industria. Proprio per quanto riguarda le costruzioni, i risultati positivi registrati nel IV trimestre 2015 per il valore aggiunto e gli investimenti trovano conferma nei dati sul clima di fiducia: a febbraio migliorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione e le attese sull’occupazione sia per la costruzione di edifici, sia per l’ingegneria civile.

Negli ultimi bollettini economici si può notare anche un miglioramento dell’occupazione, soprattutto quella a tempo indeterminato, favorita anche dai provvedimenti presi dal Governo per il sostegno alle assunzioni. A gennaio, l’occupazione è infatti tornata a crescere di 3 decimi di punto (+70 mila occupati, dopo il calo registrato a dicembre (-0,2%). L’incremento registrato si deve interamente ai dipendenti (+0,4%), in particolare a quelli a tempo indeterminato (+0,7%, pari a +99 mila individui), a fronte di un calo dei dipendenti a termine (-1,2%, -28 mila occupati) e ad una sostanziale stabilità degli indipendenti. Alle imprese è stato chiesto dall’Istat di indicare il ruolo esercitato dai fattori normativi e fiscali sulla decisione di aumentare lo stock occupazionale. E’ emerso che il nuovo contratto a tutele crescenti “sembra aver esercitato un ruolo positivo, seppure con minore intensità tra le imprese della manifattura”. L’importanza delle agevolazioni Irap, per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato “appare meno determinante rispetto ai provvedimenti precedenti”.

Nel settore terziario, l’Istat invece mette in evidenza che: “Il ruolo esercitato dagli esoneri contributivi sulle decisioni di nuove assunzioni appare più incisivo: la quota delle imprese che hanno ritenuto tale novità normativa molto o abbastanza rilevante è pari al 61%, soprattutto nei settori della informazione e comunicazione e nel turismo”.

Anche il contratto a tutele crescenti “sembra aver avuto nei servizi un rilievo maggiore rispetto alla manifattura”. La quota di chi ha giudicato la normativa molto o abbastanza rilevante nella decisione di assumere “è stata pari al 49,5%, soprattutto tra le aziende del settore informazione e comunicazione, contro il 40% delle imprese che hanno dichiarato una scarsa o nulla rilevanza”.

Buone notizie anche per quanto riguarda l’inflazione che si è riportata in territorio negativo, dopo nove mesi su valori positivi, anche se prossimi allo zero. In base alle stime preliminari, il tasso di variazione annuo dell’indice per l’intera collettività nazionale (NIC) si è attestato a -0,3%, sei decimi in meno rispetto a gennaio.

Il modello di previsione di breve periodo dell’Istat vede una variazione congiunturale del Pil reale attesa per il primo trimestre lievemente positiva (+0,1%), con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%. All’incremento del Pil contribuirebbero positivamente i consumi privati, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta e dei consumi pubblici mentre la dinamica degli investimenti (al lordo delle scorte) risulterebbe sostanzialmente piatta. In questo scenario, la crescita acquisita per il 2016 e’ pari allo 0,4%.

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