Istat, a luglio tasso disoccupazione scende all’11,4%, Poletti: “Il quadro resta positivo”

Lavoro
Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, 28 gennaio 2016 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il numero degli occupati mese su mese scende, ma i dati riferiti alle tendenze di breve e di lungo periodo rimangono positivi

Il tasso di disoccupazione scende all’11,4% a luglio, in calo su giugno tornando così al livello di maggio. A rilevarlo è l’Istat secondo cui i disoccupati (2,9 milioni) diminuiscono dell’1,3% rispetto a giugno (-39 mila). In particolare, fa notare il ministro Giuliano Poletti, la qualità del lavoro è migliorata e lo dimostra l’aumento (+ 244mila) dei lavoratori dipendenti stabili su base annua.

Va sottolineato tuttavia che il calo della disoccupazione è concatenato all’aumento degli inattivi, ovvero coloro che non lavorano e nemmeno cercano un occupazione. Chiariamo infatti questo aspetto: il tasso di disoccupazione è un rapporto fra le persone in cerca di impiego e il totale della forza lavoro (ovvero la somma di occupati e disoccupati). Se diminuiscono le persone in cerca di un impiego (ovvero aumento degli inattivi), il tasso di disoccupazione diminuisce, è chiaro.

Nei numeri diffusi oggi risulta in calo anche il numero degli occupati su base mensile, mettendo di fatto in luce quell’apparente paradosso per cui scendono contemporaneamente disoccupazione e occupazione (la spiegazione, come detto, è legata all’aumento degli inattivi).

“Dopo quattro mesi di crescita – è stato il commento del ministro Giuliano Poletti – il mercato del lavoro registra, a luglio, un calo, determinato essenzialmente dalla diminuzione dei lavoratori indipendenti, che erano invece aumentati nel mese precedente. Resta stabile il dato relativo al lavoro dipendente”.

Tuttavia i cosiddetti dati congiunturali (cioè mensili) – spiegano i tecnici dell’Istituto nazionale di statistica – subiscono parecchie oscillazioni, sono “erratici” in termini scientifici e non restituiscono il vero andamento dell’occupazione. Non a caso, da qualche tempo l’Istat pubblica anche la media mobile del trimestre, che dà maggiore solidità e che oggi mostra un andamento con il segno più.

Se poi si considera un arco di tempo più lungo, ad esempio annuale, l’occupazione cresce con ancora maggiore decisione: sono 266mila le persone impiegate in più rispetto a luglio 2015.

I dati riferiti alle tendenze di breve e di lungo periodo rimangono dunque positivi. È questa la vera buona notizia, il trend del mercato del lavoro continua a mostrare il segno più. E a metterlo in evidenza è lo stesso Poletti: “Nel trimestre maggio-luglio l’occupazione cresce di 157mila unità e, su base annua, di 266mila unità. In particolare, il miglioramento della qualità del lavoro è segnalato dall’aumento (+ 244mila) dei lavoratori dipendenti stabili su base annua. Dall’insediamento del governo Renzi – fa notare poi il ministro – gli occupati sono 585mila in più. Per consolidare e migliorare questi risultati occorre confermare la scelta di politiche espansive che sostengano consumi e investimenti”.

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